4 Marzo 2024

La Santeria prende il suo nome da una religione caraibica nata nel 17° secolo fra gli schiavi africani ai quali era vietato professare il culto animista. Finsero quindi di praticare la religione cristiana celando l’adorazione per i propri Dei dietro l’iconografia cattolica. Una metafora di come vive la maggior parte degli uomini, che nasconde, per timore, la propria vera essenza dietro una maschera. “Via con me” è stata scritta da Palo Conte. Ha suonato La Santeria: Alessandro Butch Baccelle (voce e chitarra ritmica), Michele Marchetto (chitarra solista), Federico Baratelli (basso), Alberto Martina (batteria e seconda voce). Mix, master e produzione: La Santeria.

SGW: Ciao ragazzi, benvenuti! Ci descrivete il vostro progetto?

La Santeria: Certamente. Potremmo descrivere La Santeria come un contenitore di errori. È davvero capiente. Ne contiene molti. Posso elencartene qualcuno a titolo esemplificativo, se vuoi. Sicuramente l’idea di proporre punk-rock negli anni della trap è stato l’errore principale. Voler addirittura farci una band, all’età in cui uno decide di farsi una famiglia o almeno di distruggerne una, be’, questo è stato davvero imperdonabile. Poi ci abbiamo anche preso gusto, nonostante tutti ci dicessero di abbandonare tutto e tornare al bar. E così eccoci qua.

SGW: Quanto siete cresciuti musicalmente dai vostri inizi ad oggi?

La Santeria: Non molto a dire il vero. Non ci alleniamo granché perché la cosa ci annoia terribilmente. Vogliamo tenere La Santeria come un luogo felice, se mai al mondo esiste un posto come questo. Dove possiamo fare quello che ci pare, divertirci e avere la libertà di sbagliare e di essere dei musicisti mediocri senza che questo influenzi minimamente il progetto, nei propri cardini.

SGW: “Via con me” è il vostro nuovo singolo, parlateci un po’ di questo lavoro partendo da Paolo Conte…

La Santeria: Tutto ebbe inizio quando MIchi, il chitarrista, scoprì che Paolo Conte è appassionatissimo di Giovanni Pascoli. Anche MIchi lo è, forse per via del torbido rapporto che aveva con la sorella. È una cosa che l’ha sempre affascinato. E quindi ha proposto questa canzone come tributo indiretto a Pascoli e, ancora più indiretto, alla sorella e al loro rapporto.

SGW: Quali sono le vostre maggiori influenze?

La Santeria: Ognuno di noi quattro ha i propri modelli. Se vogliamo proprio tirare fuori due nomi possiamo dire CCCP e Eiffel 65. I primi perché hanno asciugato la musica punk rendendola una specie di veicolo al testo. E in certi brani, anche il testo è stato asciugato rendendolo mantra. Gli Eiffel, invece, perché hanno dimostrato al mondo che si può fare musica disco con dei testi profondi e sensati. E per l’autotune.

SGW: Siete felici di quanto prodotto fino ad ora o cambiereste qualcosa del vostro percorso?

La Santeria: Credo fosse Don Delillo che, rispondendo ad una domanda simile, disse qualcosa tipo: sono felice come un padre che guarda il proprio figlio deforme e pensa che vorrebbe fosse migliore ma che è costretto a volergli bene così com’è. Ecco non so se abbia detto proprio così ma il concetto è quello.

SGW: Prossime cose in cantiere?

La Santeria: Abbiamo un altro paio di singoli in uscita entro fine anno, il Punk in Park di Padova e poi siamo in trattativa per suonare alla Royal Albert Hall i primi mesi del 2024.

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