24 Giugno 2024

RAESTA, all’anagrafe STEFANO RESTA è cantautore, medico e polistrumentista. Nato e cresciuto in una famiglia votata allo sport, un difetto al cuore lo incoraggia a cercare il suo
posto nell’arte e a nutrire la sua indole creativa per dargli conforto e spazio.
Sin dalla prima infanzia mostra una spiccata capacità nelle arti figurative e a otto anni inizia a cimentarsi con le prime lezioni di pianoforte, aprendo la via a una strada che ancora sta
percorrendo. Diventa batterista e coarrangiatore in alcune band dreampop e folk della provincia di Bari. Dopo un Erasmus in Spagna e numerosi viaggi, comincia a inseguire un suo ideale di musica che lo porterà a scoprire il mondo dell’elettronica e della produzione homemade. Si fa sempre più chiara la sua volontà di unire la musica cantautorale della grande tradizione
italiana con le più recenti tendenze internazionali. Decide quindi di mettersi in gioco in prima persona in un suo progetto musicale, diventando frontman della band alt-rock ILARIA IN UNA
STANZA, con cui nel 2015 rilascia l’ep SCRUMBLE! (prod. Makai).
Per motivi di studio rimane in Puglia fino al 2017 quando, approdato a Roma, trova nuova linfa e ispirazione: registra e rilascia il suo primo singolo DISTANT WORLDS / WAKE UP! Nel 2018
pubblica VIENNA (prod. ANDREA ALLOCCA) e inizia la collaborazione con VINCENZO VESCERA.
Nel 2019 è finalista a La Spezia del PREMIO LUNEZIA. Il suo debutto in un album in italiano avverrà dopo l’incontro con RICCARDO SINIGALLIA, che consiglierà una produzione a quattro mani con il cantautore Vincenzo Vescera (VINVÈ): esce BIANCALANCIA nel maggio del 2021 (prod. Vinvè Multimedia), distribuito Artist First. L’album è stato candidato alle targhe Tenco 2021. Ha realizzato l’EP RESTO A SUD, che vede le collaborazioni di FRANCESCO DI BELLA e FEDERICA FORNABAIO.

SGW: Ciao Stefano, presentati ai nostri lettori !
Raesta:
Ciao a Voi. Sono Stefano Resta, ma mi faccio chiamare Raesta da quando nel 2016, ho scelto di iniziare un percorso come scrittore e arrangiatore di canzoni. Ho da poco pubblicato un Ep dal nome Fuoco di paglia dopo aver suonato per due anni in un duo. Nella mia carriera sono stato un batterista rock e spero che questa energia arrivi nei miei pezzi.

SGW: Qual’è stato il tuo percorso di crescita musicale fino ad oggi ?
Raesta:
Per riassumere tutto in poche righe direi che ho suonato da sempre un po’ di tutto. Ho suonato in diverse band come batterista in band folk, alt rock e pop. Mi sono reso conto che la musica per me non era un passatempo e così ho continuato a scrivere musiche, pezzi elettronici, fare esperimenti e ho fondato gli “Ilaria in una stanza”. A Roma ho conosciuto Andrea Allocca e con lui ho prodotto i primi pezzi. Ho incontrato poi Vincenzo Vescera ad un concerto di Riccardo Sinigallia e con lui ho iniziato a scrivere pezzi in italiano. Mi sono ben piazzato al premio Lunezia nel 2019. Poi abbiamo pubblicato i nostri pezzi in un unico album “biancalancia” che racchiude in un unico disco pezzi ora miei ora di Vincenzo. Abbiamo poi pubblicato un EP, partecipato a vari premi, e collaborato con grandi artisti come la francese Clio e il grande Francesco Di Bella. Da circa due anni ho ripreso il mio progetto solista e con Maurizio Loffredo prima e Max Lambertini poi ho lavorato a questo nuovo lancio.

SGW: “Fuoco di Paglia” è il tuo debutto da solista , parlaci un pò di questo nuovo lavoro !
Raesta:
Fuoco di paglia è il mio manifesto programmatico, la mia cartolina, il mio identikit artistico. Dentro c’è tanta energia, tante speranze e pochi compromessi.
Sono assolutamente contento del mio percorso in duo, ma dopo tre anni ho sentito il bisogno di farmi conoscere come entità unica. Per motivi musicali e anche logistici. Non è semplice far funzionare sempre le cose a distanza, proprio come nelle relazioni.

SGW: Quali sono le tematiche dei testi?
Raesta:
Sono riflessioni, il più delle volte rapide, puntuali, istintive. Si parla di come una persona immersa nella propria quotidianità di lavoratore (sono un medico) percepisce questi tempi. Il mondo e i suoi sconvolgimenti sociali, climatici e politici come i propri drammi quotidiani. E le piccole grandi gioie ovviamente. Dentro c’è un po’ la mia storia sino ad oggi. Per chi abbia la voglia e il tempo di farlo c’è un po’ un macrocosmo. Sicuramente a guardare adesso è un disco che parla della propria ricerca di spazio ed indipendenza da relazioni amorose tossiche, falsi amici, familiari iperprotettivi ecc.

SGW: Sei soddisfatto? Oppure avresti voluto cambiare qualcosa ?
Raesta:
L’unico mio cruccio è di non aver esordito con un album. Ma per mille circostanze è stato giusto procedere per step. Ma vi assicuro che tanto sta per uscire, a stretto giro. L’ EP suona bene, credo. C’è stato un grande lavoro di Michele Guberti, e la supervisione di un gigante come Manuele Fusaroli e Massimiliano Lambertini. Suona più rock delle mie ultime produzioni. Dentro c’è un po’ di alt rock, glam rock o di rock psichedelico. Ma anche qualche vena blues… D’altronde quello credo sia un piccolo segno di maggiore consapevolezza di me stesso come persona prima che come artista.

SGW: L’ultima parola a te !
Raesta:
Se sarà un “fuoco di paglia” oppure no dipende anche da Voi. L’Ep è tutto vostro pronto a farvi divertire, riflettere ma soprattutto per cullarvi per poco più di 15 minuti. Fatelo vostro e se vi lascia qualcosa dentro trovate il mondo di farmelo sapere! Un saluto ai lettori di sounds good webzine!

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