13 Giugno 2024

Una canzone di disarmante intimità e di potenza sincera, un invito ad aprirsi al cambiamento, ad accettare le proprie fragilità e – soprattutto – a non dirsi mai “ce la faccio da solo”.

Orchestra di silenzi è il primo singolo di PUGNI in uscita martedì 5 marzo distribuito da Believe Music Italia.Ascoltalo qui: https://bfan.link/orchestra-di-silenzi-1Cantautore toscano di base a Torino, di giorno psicologo e di notte artista, PUGNI, al secolo Lorenzo Pagni, fa il suo ingresso nel panorama musicale italiano con una canzone profonda e coraggiosa. Forse qualcosa ancora di più: necessaria.Orchestra di silenzi infatti affronta di petto una tematica attuale e che tocca tutti da vicino: quella della pressione e i conseguenti rigurgiti della cultura patriarcale nella vita degli uomini.Dovremmo abbandonare l’immagine che abbiamo di noi stessi per aprirci al cambiamento, alla trasformazione e all’evoluzione. Racconta Pugni. Ho capito chi sono veramente quando ho smesso di raccontarmi per quello che credevo di essere. Nasciamo partendo da un nucleo meraviglioso e fragile, cresciamo aggiungendo strati protettivi che, nel tempo, si induriscono come roccia. Purtroppo non è possibile orchestrare i propri mostri in silenzio, ma, una volta superate le resistenze, è possibile scoprire che l’umanità ha l’incredibile risorsa di poterli condividere e renderli meno paurosi semplicemente parlandone. La canzone è anche un invito al maschio, figlio sano del patriarcato (di cui mi sento pienamente parte), ad abbandonare l’immaginario dell’uomo forte, stabile, a cui non è concesso aprirsi troppo perché fuori luogo, fuori ruolo.Un messaggio forte e universale, che arriva dritto nelle orecchie di chi lo ascolta cavalcando le onde di una melodia dal sapore rock, dove le chitarre elettriche si muovono a tratti ariose e placide a tratti più sferzanti. Un sound che avanza e si ritira, fino a esplodere nel ritornello, lasciando sulla riva dopo la sua mareggiata una corroborante sensazione di liberazione.La voce di Pugni sgorga dall’anima, ruvida e dolce al tempo stesso, e grida il bisogno di liberarsi di ogni repressione e frustrazione, di rifiutare il silenzio e combattere i propri blocchi emotivi, di riuscire a chiedere aiuto senza vergogna.

Scritta e sviluppata in studio a fianco del produttore torinese Kendo, Orchestra di silenzi è il primo tassello di un percorso che porterà all’uscita dell’album d’esordio nel 2024, e ne mostra già i peculiari tratti artistici: una sonorità solida e raffinata, frutto di anni di esplorazioni musicali, fusa a una scrittura introspettiva e simbolica, frutto di esperienze vissute e raccontate.

La canzone contiene anche il significato del suo nome d’arte scelto, Pugni: un gioco di parole con il suo cognome, ma anche il ricordo di un periodo in cui la rabbia e l’aggressività gli impedivano di cogliere la bellezza dei colori emotivi della vita.Quelle sfumature che ora invece è pronto a utilizzare e declinare nelle sue canzoni.

BIOLorenzo Pagni, in arte Pugni, nasce nel 1993 a Pisa, sulle sponde di un fiume, e cresce navigando sulle sue acque. Di giorno fa lo psicologo, di notte scrive canzoni.Si avvicina alla musica fin da piccolo attraverso i dischi del padre, comincia a suonare la batteria e poi la chitarra. Al tempo stesso, diventa un campione di canottaggio, rappresentando anche l’Italia ai campionati europei e mondiali. Ogni giorno passa ore seduto in silenzio, sorretto dall’acqua e circondato dagli alberi dell’Arno, ripetendo e affinando lo stesso gesto milioni di volte. Ed è così che arriva a comprendere quella musica di cui si era innamorato: scandendola nel ritmo cadenzato dalle remate. Dai 16 anni inizia a esibirsi nei locali e poi a scrivere canzoni, che per anni però restano nascoste in camera sua. Comincia a lavorare nei locali notturni come barman, musicista e dj e recupera – forse pure troppo – la mondanità e il divertimento perso durante un’adolescenza guidata dal senso del dovere.Ogni tanto canta qualche canzone inedita, ma di quelle che non parlano di lui, di quelle scritte col freno a mano, che non impegnano troppo. Nel 2018 entra nella band Scarlett con cui inizia a suonare in giro per l’Italia, con qualche uscita in Francia e Olanda. Con loro produce qualche brano, che farà poi uscire col nome di Pugni una volta sciolto il gruppo.Nel 2020 saluta il mare e i pescatori per spostarsi sulle sponde di nuovi fiumi, a Torino. È qua che inizia a esprimersi per quello che è: il remo si trasforma definitivamente in una chitarra e la fatica fisica in quella necessaria per la conoscenza dell’animo umano. Ma la sua città natale gli dà ancora qualcosa. l’incontro con Danny Bronzini (Jovanotti, Willie Peyote, Venerus), suo concittadino trasferitosi anche lui a Torino, è determinante nel suo percorso di crescita artistica e nell’adozione di una visione matura del processo creativo. Danny, così come Kendo – produttore torinese con cui Pugni scrive e produce in grande sinergia – gli offrono nuovi stimoli che lo portano a liberarsi dalle proprie rigidità e avviare un processo di ricerca tutt’ora in corso. Processo che si mescola profondamente alla sua attività di psicologo: dopo la laurea inizia a lavorare in una clinica psichiatrica, dove ascolta storie di vita al limite del credibile. La complessità delle persone che incontra gli fornisce il materiale emotivo per scrivere, che diventa non solo una necessità espressiva, ma un vero e proprio strumento terapeutico con cui poter esorcizzare il dolore. Pugni ha selezionato 8 delle canzoni che ha scritto negli ultimi anni e le ha raccolte nel suo primo album in uscita nel 2024 con distribuzione Believe Music Italia e il supporto manageriale di Costello’s Records.

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