17 Aprile 2024

Arrivato tra i finalisti del Premio Bertoli 2023, l’autore di Pescara PIER ci presenta il suo primo EP indie pop “solePIOGGIA” (Stage One/The Orchard) come la “side A” di un progetto più grande. Tutti i brani sono completamente suonati e prodotti da PIER nel suo BAR44 Home Studio, fatta eccezione per le batterie di “Uragani”, “Ego e Ciabatte” (a cura di Michele Santoleri). Tra i co-autori di alcune canzoni citiamo cantautori tra cui marasmo, MVR, Imperatore e Moscardi, anche loro parte della scena pescarese.
Le sonorità spaziano molto, tra indie, pop/rock, fino a sound sperimentali progressive-jazz.

SGW: Ciao Pier benvenuto, ti chiediamo subito come nasce “solePioggia” il tuo nuovo EP?
PIER:
Ho il sogno di creare una discografia che oltre ad essere un racconto di me sia una serie di messaggi interconnessi. Quella che considero la mia prima pubblicazione sono i 30 anni di silenzio, mentre la seconda è questo EP. Ho moltissime canzoni scritte nel cassetto e ho voluto raccogliere in solePIOGGIA le canzoni che come tema hanno il lato piovoso delle relazioni sentimentali, quello fatto di discussioni, litigi, delusioni, sempre però mantenendo il tema centrale dell’introspezione personale che è un po’ il mio motore da qualche anno.

SGW: Perché è stato definito come la side A di un lavoro più grande?
PIER:
Perché in realtà non ho vissuto solo lati piovosi nelle relazioni ma anche lati soleggiati, e se finora è uscito solePIOGGIA in futuro uscirà anche l’altro lato, SOLEpioggia. E il motivo per cui hanno lo stesso nome ma con le maiuscole/minuscole invertite è perché, essendo due lati della stessa medaglia, per me insieme costituiscono quello che io definisco “un album diviso in 2”. Non volevo mescolare i pezzi, sono 2 esperienze d’ascolto di circa 25 minuti che rappresentano mood diversi fra loro.

SGW: Sappiamo che lavori anche come producer oltre che come solista, con quali degli artisti con cui hai collaborato ti piacerebbe fare un featuring prossimamente?
PIER:
Assolutamente, mi piacerebbe fare duetti con voci femminili, ad esempio con MVR, inoltre ci sono artisti che non hanno ancora pubblicato ma con cui sono sicuro che in futuro usciranno dei featuring molto belli.

SGW: Come nasce un brano di Pier? Raccontaci qualche elemento saliente e fondamentale per questo momento di creazione…
PIER:
Ci sono i figli che vengono “programmati insieme”, quelli che nascono “per sbaglio”, quelli che “lo volevamo ma non l’abbiamo cercato”. Così è per le canzoni, chi lo sa. Mi è capitato di scrivere di getto in 20 minuti, come se fossi sotto dettatura (per esempio il mio brano “Ciabatte”) e mi è capitato di tornare su un testo 10 volte (“L’abbraccio di Pompei”), ma a prescindere dalla quantità di revisioni la cosa comune è che tutti i brani nascono da un momento di liberazione. Liberarsi può voler dire manifestare un’emozione forte quando succede qualcosa di intenso o anche semplicemente cazzeggiare e cantare come una scimmia, lasciandosi trascinare dall’istinto. Diciamo che se alla fine di una creazione mi rendo conto di essere sparito (tipo dopo ore dire “uao, è già ora di cena”) è sempre un buon segno.

SGW: Che cosa ne pensi della scena musicale italiana attualmente?
PIER:
Penso che sia il riflesso dei nostri valori, e dato che questi sono piuttosto fallati penso anche che stiamo per andare incontro ad un cambiamento epocale. Ti basta guardare la quantità di stress che c’è in giro a Milano…nessuno è felice.

SGW: Hai dei concerti in programma magari per presentare meglio l’ep?
PIER:
Absolutely! Li pubblicherò presto sulle mie pagine everywhereee

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