Il classico synth pop del 1984 dei Bronski Beat, “Smalltown Boy”, viene reinterpretato dai London Plane

Il classico synth pop del 1984 dei Bronski Beat, “Smalltown Boy”, viene reinterpretato dai London Plane di New York e dal produttore Carlos Dengler (ex Interpol).

Sottotitolata “A Refugee Song” (Una canzone sui rifugiati), la versione amplia il messaggio originale di “Smalltown Boy” per far luce sulla difficile situazione attuale delle popolazioni sfollate in tutto il mondo, intrappolate in conflitti in corso. L’approccio dei London Plane a questo brano amato da tempo rivela un tono più oscuro e sinistro rispetto all’originale. Un’introduzione scarna mette in risalto la voce semi-teatrale del cantante David Mosey (immaginate un incrocio tra Peter Murphy dei Bauhaus e Bowie) prima che la band irrompa con prepotenza. Il brano si eleva e pulsa con l’indimenticabile riff di sintetizzatore dei Bronski Beat, raddoppiato da strati di chitarre elettriche, un basso rimbombante, una batteria fragorosa e un assolo di steel pan del percussionista Bryan Garbe.

“Smalltown Boy: A Refugee Song” nasce dalle sessioni di registrazione del tanto atteso terzo album dei London Plane, Villains Heroes Ghosts, prodotto dall’ex bassista/tastierista degli Interpol Carlos Dengler, in uscita nel 2026.

Con una reputazione di energici spettacoli dal vivo, la band newyorkese composta da sei elementi vanta un mix internazionale di musicisti provenienti da Svezia, Pakistan, Nuova Zelanda e dalle coste est e ovest degli Stati Uniti. Il primo album dei London Plane, New York Howl del 2018, ha saldamente piantato la bandiera newyorkese, e il loro acclamato successore, Bright Black del 2022, ha ampliato il loro orizzonte musicale. “Smalltown Boy: A Refugee Song” e l’imminente Villains Heroes Ghosts, portano le sonorità pop compatte, ballabili, orecchiabili e contagiose dei London Plane a nuove vette.

“Smalltown Boy: A Refugee Song” è stato registrato e mixato dal vincitore del Grammy John Davis (John Patitucci/Brad Mehldau/Cécile McLorin Salvant), mentre il mastering è stato curato da Alex DeTurk (David Bowie/Iggy Pop/Blonde Redhead).

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