Nedo: un primo disco e da oggi il primo video

Eccolo “Ci vuole iniziativa”, il primo disco di Nedo che esce per la Dcave Records. Da oggi in rete anche il video del singolo “Cappello” che penso possa essere in gran misura un manifesto di questo lavoro: disco libero, disco urgente ed ispirato, disco privo di quella resa all’estetica melodica e soprattutto fiero di un suono che al perbenismo del pop d’autore volta praticamente spalle e servilismo. Suona sghembo, acido, rock, punte di psichedelia e comunque, pur sempre, figlio delle tradizioni moderne. Nessuna maschera… che alle maschere ormai dobbiamo tutto.

Quanta libertà c’è dentro questo disco?
C’è la libertà di cantare per non implodere, di condividere per comprendere di non essere soli, di esprimere ricorrendo a forme anziché a schemi.

Eppure, provocandoti, cosa mi rispondi se ti dico che siamo liberi sempre di variare tutti i dettagli del tragitto basta restare sempre dentro la stessa traiettoria… come dire: i suoni di “Ci vuole iniziativa” possono attingere da qualsiasi parte del mondo e del tempo eppure sempre di pop parliamo, sempre di ritornelli e di strofe… cosa mi  rispondi?
Rispondo con una domanda: che c’è di male nel pop? E’ chiaro, concorre al messaggio, è divertente… e non è per forza commercio contro arte. Aggiungo poi una citazione di Gill Scott Heron: “Se vuoi essere poeta, devi fare in modo che gli altri ti capiscano; altrimenti scrivi un diario.”

Sento molta rabbia e molta tensione… e molto sfogo… quanto è stato liberatorio tutto questo disco?
È stato senz’altro terapeutico, una vera e propria esplorazione in profondità senza scafandro. Credo che i conflitti e le inquietudini siano un motore importante in quanto spingono a farsi domande e a cercare risposte, sia dentro che fuori di sé. Questo comporta la necessità di esprimersi ponendo interrogativi e, magari, inconsapevolmente, dando risposte alle domande degli altri.

L’ultima traccia: te lo chiederanno tutti perché è così “fuori” dal resto… lo facciamo anche noi. Cosa ci dici?
Considero Futuro il manifesto cdi ciò che mi ha spinto a imbarcarmi in questo disco… Iniziativa per vivere, iniziativa per ottenere e raggiungere; iniziativa per esserci. Proprio per questo Daniele Grasso ed io abbiamo reputato che parlasse e meritasse una lingua a sé.

Hai mai avuto paura che questo disco fosse “troppo” per chi ascolta, troppo libero, troppo fuori schema?
In realtà non più di tanto. Quello che ho portato a compimento assieme a Daniele è un’istantanea che parte da me, dal mio universo, ed è diventato qualcos’altro per qualcun altro; chi sia questo qualcun altro, sarà il tempo a dirlo… Con la convinzione che, di persone che si concedono di essere strambe, o che aspettano soltanto la spintarella giusta per trovare il coraggio di farlo, sia pieno il mondo.

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