Fuori venerdì “Those Days Will Never Return”, il nuovo singolo di Marco Scipione

Ci sono momenti che acquistano significato solo quando sono già passati. Luoghi, immagini e sensazioni che erano quotidianità diventano invece parte di un ricordo sbiadito a cui siamo gelosamente legati, e improvvisamente ci rendiamo conto che avremmo voluto viverli ancora più intensamente. Queste esperienze finiscono per cambiarci nel presente, anni dopo averle vissute.
Da questa sensazione nasce “THOSE DAYS WILL NEVER RETURN”, il nuovo singolo di Marco Scipione.

Il brano non racconta una storia precisa, ma parte dalla consapevolezza che ogni istante sia unico e che si possa procedere soltanto in avanti. Un sentimento personale, ma allo stesso tempo universale, che Scipione traduce soprattutto attraverso il suono dei suoi strumenti.
Musicalmente il brano ruota intorno alla trasformazione. Il sassofono viene processato attraverso pedali per chitarra, amplificatori e cabinet fino a generare droni, distorsioni e timbri che possono ricordare chitarre e sintetizzatori.

Alla base del progetto ci sono anche alcuni limiti volutamente autoimposti: tutto deve poter essere eseguito da una sola persona, dal vivo e in tempo reale. La scrittura nasce quindi anche da ciò che Scipione può fisicamente suonare e controllare, senza ricorrere a computer, loop o sovraincisioni. Sax processato, basso e drum machine vengono gestiti simultaneamente, facendo dell’elettronica una parte integrante della performance e non un elemento aggiunto successivamente.
“THOSE DAYS WILL NEVER RETURN” unisce così una dimensione emotiva a una ricerca sonora più radicale, lasciando che sia soprattutto il suono, più che una narrazione esplicita, a suggerire il significato del brano.

«”THOSE DAYS WILL NEVER RETURN” nasce da una sensazione che mi capita di provare spesso. Ogni istante è unico, ma in una maniera quasi claustrofobica: si può andare solo avanti e, per la maggior parte della nostra vita, non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Il brano è un inno a questo stato d’animo, rappresentato nel videoclip diretto da Marco Ciceri attraverso un’immagine tanto semplice quanto definitiva: qualcosa che sembra forte, quasi immortale, prende fuoco e inevitabilmente diventa cenere. Ciò che rimane, però, continua a testimoniare che qualcosa è esistito. Quello che resta può accompagnarci a lungo, trasformare il modo in cui ricordiamo e, in qualche modo, cambiare anche noi.
Il brano nasce dal tentativo di tradurre questa sensazione in musica. È eseguito con un sax modificato, ovvero un sassofono processato attraverso pedali per chitarra e spesso fatto passare attraverso amplificatori e cabinet. Nella parte centrale ho utilizzato un sidechain a pedale, una soluzione che adoro quando sento il bisogno di dare respiro alle composizioni più “spinte”. A questo si aggiungono distorsioni custom molto pesanti, combinate con diversi pitch shifter che mi permettono di trasformare il sassofono fino a ottenere sonorità vicine a quelle di chitarre e bassi distorti, e ambienti giganteschi pensati per dare la sensazione di essere travolti da un muro di suono.
A completare il setup ci sono un Moog per i bassi e una drum machine, entrambi controllati via MIDI da una pedaliera che utilizzo con il piede destro. Tutto avviene senza sovraincisioni: ogni suono viene generato, controllato e trasformato in tempo reale, senza l’ausilio di un computer.
È un limite che scelgo volontariamente e che mi piace esplorare.
Proprio all’interno di questi confini, nel tentativo costante di trasformare in suono sensazioni difficili da descrivere a parole, è nato “THOSE DAYS WILL NEVER RETURN”.»

Marco Scipione è un sassofonista e compositore italiano. Il suo lavoro si sviluppa nel punto di attrito tra respiro, metallo e trasformazione elettronica.

Attraverso sax, paperclip, voce e un sistema ibrido di dispositivi analogici e digitali, Scipione costruisce strutture sonore eseguite e controllate interamente in tempo reale senza computer e loop station. Droni e distorsioni diventano materia compositiva, gli strumenti vengono condotti fino al limite della loro riconoscibilità, legati solo al respiro del musicista.

Il suo passato da bassista nei territori del rock e del metal riaffiora nel suono e nell’uso della distorsione. Questa componente ha trovato spazio anche nel suo trio post-punk/hardcore DANG!, intrecciandosi con una lunga esperienza nel jazz e nell’improvvisazione.

Parallelamente alla ricerca solista, Scipione porta avanti una lunga attività internazionale: dal 2022 è sassofonista solista nei tour mondiali di Eros Ramazzotti e ha inoltre collaborato per dieci anni con Mario Biondi.

Nel 2024 pubblica per Cassis Records H(ost), il suo primo lavoro discografico in solo. Concepito come un esperimento radicale, il disco è stato registrato interamente dal vivo, in solo e senza sovraincisioni, al Bunker Studio di Brooklyn da John Davis dei Nerve.
Nel 2027 uscirà il suo nuovo album, prodotto da Matteo Cantaluppi (Cassis Records) e registrato al Mono Studio di Milano, con cui questa ricerca si amplia e il suo linguaggio raggiunge un nuovo grado di definizione e intensità.

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