4 Marzo 2024

Douglas Docker è un musicista eclettico, suona svariati strumenti e soprattutto riesce ad imbastire opere quasi teatrali come questo nuovo album intitolato “The Mystic Technocracy (Season II: The Age Of Entropy)”. L’album ha molti special guest, diciotto in tutto, tra cui spiccano nomi come Anna Portalupi, Joel Hoekstra, Sascha Paeth, Nita Strauss, Amanda Somerville, Anneke van Giersbergen e molti altri, ed esplora un concept sci-fi molto affascinante. Il sound oscilla tra il prog, l’hard rock e l’heavy metal sinfonico. Il tutto è quasi esasperato data la quantità di idee davvero notevole e la tecnica strumentale che si palesano sin dalle prime tracce.

Un’opera dai tratti teatrali, come dicevo, lunga e a tratti molto oscura, che accontenterà tutti i fan della musica non proprio lineare, ma che si pone delle sfide e cerca di superare dei limiti. In questo devo dire che l’album riesce in pieno dalla prima traccia fino all’ultima. In tutto ciò però il feeling non viene mai meno, nonostante l’album si basi molto sulla complessità e sullo sfoggio di tecnica ed estro. Le canzoni sono degne di questo termine, affrontano vari terreni ma poi rimangono impresse, ma l’unico consiglio che potrei darvi è quello di non prendere l’album come un piacevole passatempo o estrapolare delle tracce a caso. L’introduzione affidata a “Terminus” porta poi a scoprire tutta una serie di capitoli che sono l’un l’altro funzionali a questo concept fantascientifico.

Insomma, questa è una storia con tutti i suoi elementi fondamentali, che tra l’altro se ho ben capito si svolgerà su più album, e quindi bisogna prestare massima attenzione al lavoro nel suo insieme. Davvero un bel disco, attendiamo ulteriori sviluppi da parte del talentuoso Douglas Docker.

About Author