Svanzica – “Red Reflections”

Svanzica – “Red Reflections”

Gli Svanzica sono attivi da circa quindici anni, ma hanno per ora prodotto solo due full-length, il qui presente “Red Reflections” del 2018, e il precedente “Eos” del 2009. A questi due album si aggiunge la demo “Wounds” del 2006. Arrivano da Verona e propongono un progressive metal che ingloba però altre influenze, come il death metal melodico e accenni di metal moderno. La proposta quindi è variegata e al contempo interessante, seppur un po’ da rivedere in alcuni aspetti, come ad esempio nella fase di mix finale del suono. Non che suoni male questo album., ma purtroppo o per fortuna attualmente gli standard sonori si sono molto alzati, vuoi un po’ per l’avanzare di software mirati che sono alla portata di tutti, e vuoi anche perché i tempi passano e le cose evolvono

Detto questo vorrei sottolineare che comunque il disco ha diversi brani interessanti, ma al tempo stesso altri che non sembrano ben architettati. Volendo fare un paragone con altri album che sarebbero potuti essere migliori con delle tracklist dimezzate, potrei citare gli ultimi album dei Metallica o volendo anche gli ultimi lavori degli Opeth. Scusate i paragoni apparentemente azzardati, ma ho nominato queste band perché penso che entrambe abbiano sprecato troppo tempo a infarcire i loro ultimi album di brani scialbi, alternati ad altri esaltanti. Ed è questo il caso degli Svanzica. Tirano fuori dal cilindro degli ottimi pezzi come “First Step”, “Spirit of the Valley”, “Graffiti o “Jupiter”, e poi cadono con brani anonimi come “Brotherhood”, “Eternal Noontrip” e “Spirit of the Valley”. Le cadute a cui mi riferisco sono da imputarsi in una scarsa amalgama tra gli elementi più estremi e quelli più tranquilli, mentre nelle canzoni più riuscite abbiamo un equilibrio molto buono tra tutto questo, e anche la voce sembra usata al meglio.

Rimane comunque un album con molte qualità, al di là di tutto, questo “Red Reflection”, perché ha sicuramente molte cose da dire e la band non ha mai il fiato corto in fatto di fantasia compositiva. Le idee ci sono quindi, ora occorre fare un po’ di ordine per farle funzionare al meglio.

7.5/10

Tracklist:
1. Through Oceans of Quiet
2. First Step
3. Lunar Verbs
4. Spirit of the Valley
5. Brotherhood
6. Graffiti
7. Whisper of Light
8. Distortion
9. Eternal Noontrip
10. Jupiter

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