24 Giugno 2024

Riccardo D’Attis propone un progressive-rock strumentale, ricco di atmosfere morbide e avvolgenti che si sviluppano in movimenti virtuosi accompagnati da ritmiche travolgenti.

Riccardo D’Attis, talentuoso chitarrista e compositore, si ritaglia un ruolo di rilievo nel mondo musicale con il suo album di esordio intitolato “The Right Path”. Quest’opera rappresenta un’immersione nella sfera del Rock Progressivo, arricchito da orchestrazioni e arrangiamenti che evocano l’atmosfera della musica cinematografica, con accenni di metal e Djent. È un concept album che racconta una storia in cui il pianeta è protagonista, una storia di come era prima (rigoglioso e verde) e come lo è diventato a causa di principi gestionali sbagliati dell’uomo, che infine riesce a trovare la giusta via (“The Right Path”) per convivere a pieno con la natura.
L’album “The Right Path” emerge come un affresco sonoro variegato e coinvolgente, con sfumature che si riflettono sia nella sfera personale dell’artista che in quella collettiva. Mentre le radici dei brani attingono spesso dalle esperienze personali di D’Attis, il disco costituisce altresì una sorta di “denuncia” nei confronti dell’indifferenza umana verso l’ambiente e una chiamata a riflettere su ciò che davvero riveste importanza per la vita di ogni essere vivente, in particolare per l’essere umano.
La chitarra di D’Attis si erge a protagonista in gran parte dei brani, ma l’album è caratterizzato anche da momenti in cui il testimone viene passato ad altri strumenti, come gli archi e le voci liriche. Questa sinergia strumentale conferisce un senso di coesione e unità, simboleggiando un corpo sonoro che marcia in armonia verso una medesima direzione.

La setlist di “The Right Path” offre un’esperienza musicale che si snoda attraverso diverse tracce, ognuna con un significato unico e un’atmosfera distintiva:

  1. “Once Upon A Time”: Questa traccia apre il disco, presentando un dipinto sonoro che ritrae la Terra in tutto il suo splendore naturale, prima dell’intervento umano.
  2. “The World”: La composizione riflette un mondo corrotto e disgregato, in cui la crescita economica ha preso il sopravvento sul rispetto per la natura e il benessere collettivo.
  3. “A New Mind”: Questo brano assume un significato personale, affrontando la crescita personale dell’autore e parallelo al rinnovamento di prospettive e mentalità dell’umanità.
  4. “Listen Through The Echoes”: L’idea di ritorno alle origini è veicolata da questa traccia, simboleggiando la riconnessione dell’umanità con la natura e la propria essenza.
  5. “Song Of Victory”: Questo pezzo, dal valore personale, celebra sia la vittoria dell’umanità contro le corruzioni del potere che il trionfo personale di D’Attis nel perseguire i propri obiettivi.
  6. “The Right Path”: Titolo e focus dell’album, questa traccia rappresenta l’apice del racconto, in cui l’umanità ritrova un equilibrio con la natura e segue la “strada giusta”, valorizzando l’amore reciproco e la purezza ambientale.
  7. “Transhumanation”: Chiudendo il cerchio, questa traccia introduce il concetto filosofico di “Transumanazione”, raffigurando il superamento dei limiti umani verso uno stato quasi divino.

Quest’album, con la sua fusione di elementi musicali e concettuali, nasce dalla necessità di D’Attis di esprimere se stesso e i suoi ideali attraverso la musica. “The Right Path” è anche un appello all’ascoltatore, spronandolo a considerare che i propri obiettivi possono essere raggiunti e i propri limiti superati, con un messaggio di speranza e cambiamento che risuona attraverso ogni nota.

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Chi è Riccardo D’Attis

Riccardo D’Attis, nativo e cresciuto nella provincia di Imperia a Bordighera, ha tracciato un percorso eclettico nel mondo della musica. La sua passione per la chitarra e l’interesse per la musica si sono manifestati all’età di 17 anni, portandolo ad un’esperienza che ha modellato il suo futuro. Attualmente 29enne, D’Attis può vantare un curriculum ricco di esperienze, collaborazioni e progetti musicali.

I primi passi di D’Attis nella musica hanno visto la luce a 20 anni, quando è stato accolto al prestigioso Conservatorio Nazionale di Nizza, in Francia. Lì ha coltivato la sua abilità con la chitarra, specializzandosi nella musica moderna. A 27 anni, ha conseguito la laurea in specializzazione di chitarra elettrica per musica moderna, successivamente ampliando i suoi orizzonti con una laurea triennale in musicologia nella stessa città a 28 anni.

La versatilità di D’Attis è resa evidente dalle molteplici sfumature dei suoi progetti musicali. Dalle sonorità pop al jazz, fino al latin flamenco con cover di Rodrigo y Gabriela, la sua abilità si estende in diverse direzioni musicali. Tuttavia, è nei progetti più ampi che emerge il suo talento, come dimostrato dalla sua partecipazione alla “FunkHub Band”. Qui, D’Attis e il gruppo esplorano il territorio del funky tradizionale, dando nuova vita a brani noti, dalla discografia degli Ingognito ai successi dei Daft Punk, reinterpretati con uno stile funky-jazz accattivante.

Il pezzo forte della carriera di D’Attis è senza dubbio il progetto a suo nome. Un album intitolato “The Right Path”, in uscita il prossimo 22 settembre, che porta la sua firma come autore e arrangiatore. Nell’album, D’Attis abbraccia lo stile del Rock Progressivo, arricchendo le composizioni con orchestrazioni che rimandano alla maestosità della musica cinematografica. Questo tocco epico conferisce alle sue creazioni una qualità “gloriosa e combattiva”, sottolineando la profondità artistica di D’Attis.

Oltre alle sue produzioni personali, D’Attis ha dimostrato di possedere una capacità di adattamento straordinaria, come evidenziato dalla sua collaborazione nel 2021 con l’Orchestra Sinfonica di Nizza. Questa eccezionale opportunità gli ha permesso di partecipare a un tributo a Freddie Mercury, suonando le celebri tracce dei Queen presso il Teatro Nazionale di Nizza (TNN), affermando ulteriormente la sua versatilità musicale e la sua abilità di interpretazione.

Oltre alla sua attività artistica, D’Attis condivide il suo talento attraverso l’insegnamento presso la “Modern Music Institute presso le Industrie Musicali” di Vallecrosia, una scuola privata. Questo è lo stesso istituto che ha visto emergere il coro dei bambini che hanno partecipato al Festival di Sanremo con Mr. Rain, sottolineando l’influenza e l’ispirazione che i suoi insegnamenti hanno sulle nuove generazioni di musicisti.

Con uno sguardo al futuro, D’Attis continua a coltivare la sua passione, spingendosi oltre i confini attuali. Recentemente, ha ottenuto una certificazione per l’arrangiamento e la scrittura per Big Band nel mondo del Jazz, rivelando le sue ambizioni di creare opere ancora più imponenti. La sua aspirazione ultima è quella di esplorare nuovi orizzonti musicali e, chissà, un giorno poter contribuire alla colonna sonora di un film, dimostrando ancora una volta che il suo talento sa spaziare senza limiti.

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