Micaela Battista, l’artista poliedrica in arte Silversnake Michelle

Micaela Battista, l’artista poliedrica in arte Silversnake Michelle

Il quarto lavoro targato Silversnake Michelle, dal titolo “The Mother Code”, esce ad Aprile 2020 per la label bolognese Areasonica Records. Nove tracce per un album che solo apparentemente ha uno stile più scanzonato dei precedenti ed una matrice rock dalle molteplici influenze e sperimentazioni che vanno dal blues al rap, su cui l’artista si diverte a giocare con le metafore ed i simbolismi nei testi sempre molto criptici, che ancora una volta non mancano di toccare tematiche spinose e personali. L’uscita di “The Mother Code” è accompagnata dal lancio in radio del primo singolo “Plastic”, con cui Silversnake ci offre una risoluta critica al mondo dei Talent Show, attraverso il suo NO secco e determinato ad una insistente proposta di parteciparvi.

SGW: Ciao Micaela, presentati ai nostri lettori!

SM: Ciao a tutti!! Dunque Micaela è un’idealista sognatrice che ad un certo punto della propria vita ha deciso di far accadere i propri sogni. Da piccola desideravo fare l’attrice e lavorare nel mondo delle arti. I miei genitori mi hanno riportato alla realtà e ho comunque conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, ma poi la passione ha preso il sopravvento e il mio alter ego forte e ribelle ha capovolto gli schemi di una vita solida e sicura scegliendo di far vivere in modo libero la vera me stessa.

SGW: Dalla recitazione alla musica. Qual è stata la svolta ?

SM: Diciamo che sono due arti che si completano a vicenda. La Musica mi piaceva sin da bambina e “costringevo” mio fratello, che studiava pianoforte, a suonare i brani che componevo. Mi è sempre piaciuto scrivere. Poesie , racconti, testi teatrali e testi musicali. . Era più che altro un gioco e continuo a giocare ancora oggi. La Recitazione di fatto non l’ho mai abbandonata. E’ fortemente presente nella gestualità, nei testi e nelle ambientazioni musicali.

SGW: “The Mother Code” è il tuo quarto album , parlaci un po’ di questo nuovo lavoro.

SM: The Mother Code è il proseguimento dell’Ep precedente. Tutti i dischi sono legati tra loro. Anche i titoli degli album formano una frase. So in my mind… Her Snakeness… Buries the secret of… The Mother Code. Le melodie sono più leggere e meno contorte degli album precedenti, ma il testi sono abbastanza crudi e diretti.

SGW: Di cosa parlano i testi?

SM: In questo album Vi è una visione surreale e onirica sempre del Tempo che mi tormenta tanto: scorre inesorabilmente e si prende gioco di noi. L’inseguimento frenetico, nonostante la consapevolezza che non possiamo fermarlo. E’ un album che associo all’elemento Terra, la nostra Madre. Il Codice è la chiave con cui percepire la fluttuante prospettiva del Tempo e della vita, ma Her Snakeness la seppellisce, rendendo l’Universo un’ irreale proiezione olografica di un punto che si espande all’infinito. Vi è un forte richiamo verso l’infanzia. I testi sono molto legati ad un voler tornare indietro, forse anche per rifare alcune cose in modo differente. Quasi a voler soffocare dei rimpianti. E a voler rispondere a quella domanda a cui nessuno ancora mi ha dato una risposta soddisfacente: siamo veri?

SGW: Sei soddisfatta del disco? Oppure avresti voluto cambiare qualcosa?

SM: Si sono molto soddisfatta del lavoro. E’ un album che aggrega diversi stili partendo da una matrice rock. E così voleva essere. Non voglio essere etichettata. Voglio che le cose sgorghino dalla mia anima in modo libero e senza usare schemi prefissati. L’ho modificato e rifinito molte volte durante gli arrangiamenti e ho cambiato più volte le registrazioni voce e i suoni. Rispecchia le me di oggi e questo è quello che conta davvero. La verità. L’arte deve essere Verità, e non Perfezione. Deve essere espressione del Sè più vero e profondo e non deve essere di plastica… altrimenti che senso ha?

SGW: Come hai vissuto musicalmente il periodo di lockdown?

SM: E’ stato molto prolifico dal punto di vista della composizione. Ho vissuto la quarantena in modo molto introspettivo. Volevo ascoltare il silenzio e la calma, cose che erano scomparse dalla mia vita anni fa. Non avevo voglia di cantare o di fare concerti sui balconi o in streaming. Lo trovavo piuttosto fuori luogo e sinceramente non avevo davvero nulla da celebrare. E se cantavo lo facevo davvero solo per me e con me. E’ stato bello. Un periodo che mi ha molto cambiata.

SGW: Hai in previsione un tour?

SM: Prima del periodo COvid-19 con Daniele Marchetti abbiamo fondato una nostra etichetta discografica o meglio artistica che si chiama SNAKE MACHINE. Una sorta di Silversnake Factory. Pensiamo di proporre la musica in modo diverso e stavamo programmando una serie di eventi. Ora alcune cose, al momento, non sono più proponibili e stiamo studiando degli eventi che siano conformi alle normative.

SGW: L’ultima parola a te!

SM: Vi ringrazio di vero cuore per la bella chiacchierata e per avermi concesso questo spazio.. Un abbraccio a tutti i lettori e vi aspetto su https://www.silversnakemichelle.com! Stay Rock!!

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