26 Febbraio 2024

I MadHouse sono un gruppo hard rock/alternative metal italiano formatosi nel 2012, capitanati dalla carismatica cantante Federica Tringali e dal chitarrista Filippo Anfossi.
Federica ha deciso di battezzare la band MadHouse, per evidenziare il parallelismo esistente tra arte e follia.

SGW: Ciao ragazzi, raccontateci di come è nato “Secret Antithesis” e di come lo avete portato a conclusione.
MH:
“Secret Antithesis” è il nostro terzo lavoro in studio la cui produzione è stata affidata, come per l’album precedente “MadHouse Hotel”, a Eddy Cavazza. L’album è stato scritto durante il periodo della pandemia in un anno particolarmente sfidante a livello personale ed emotivo che ha dato vita a suoni più duri ed incisivi rispetto agli album precedenti e a testi molto introspettivi che esplorano la parte più scura e “meno comoda” di ognuno di noi. Tra la fase compositiva ed il master finale è trascorso circa un anno e mezzo.
“Secret Antithesis” trae ispirazione dalle opere di Escher e racconta di come all’interno della personalità umana possano coesistere diversi aspetti spesso in contrasto tra loro. L’animo umano è complesso ed è caratterizzato da opposti che in qualche modo convivono completandosi a vicenda.

SGW: La copertina è davvero molto bella e suggestiva! Com’è nata l’idea e chi l’ha realizzata?
MH:
La copertina dell’album per noi è un elemento fondamentale perché contribuisce a descrivere l’album ed il suo contenuto anche a livello visivo.
E’ ispirata ad Escher ed in particolar modo alla sua famosa opera “Le Scale” dove l’artista raffigura un grande ambiente nel quale si coglie una struttura architettonica complessa al cui interno sono presenti dei personaggi che percorrono le scale nei due sensi indicando la presenza di diversi orientamenti gravitazionali rappresentandone i diversi piani della realtà.
La copertina di “Secret Antithesis” rappresenta una serie di ingranaggi, di ruote dentate.
Ingranaggi di diverse dimensioni che ruotano in sensi anche opposti ma che danno vita ed appartengono ad un unico meccanismo.
Anche i colori sfumati, non nettamente definiti partecipano alla descrizione visiva del concept dell’album rappresentando la complessità dell’animo umano in cui convivono tante dicotomie e contrapposizioni.
L’artwork è stato realizzato da EdiArt.

SGW: Come si svolge solitamente il vostro processo compositivo?
MH:
Non abbiamo un iter che seguiamo in realtà. Le idee possono partire da un’idea di testo come da un semplice riff di chitarra o di linea vocale che viene sviluppato in band e successivamente sottoposto al nostro produttore per eventuali ulteriori arrangiamenti.

SGW: State già pensando ad un nuovo album? E cosa dobbiamo aspettarci dai MadHouse in futuro?
MH:
Il processo creativo non si interrompe mai per noi quindi continuiamo a comporre e scrivere.
Attualmente stiamo raccogliendo idee e spunti.
E’ molto presto però per pensare ad un nuovo album, in fondo “Secret Antithesis” è stato pubblicato solo un paio di mesi fa.

SGW: Come reputate la scena metal italiana oggigiorno?
MH:
Si dovrebbe aprire un capitolo infinito a riguardo.
Sicuramente ci sono molte band brave, capaci ed in grado di proporre qualcosa di nuovo.
Purtroppo culturalmente l’Italia non si basa sul pilastro della meritocrazia e questo modus vivendi si ripercuote anche sulla scena musicale a qualsiasi livello.
L’estero è la risposta. Band italiane valide all’estero per essere precisi. La famosa “fuga di cervelli” dal nostro Paese purtroppo non riguarda meramente gli studi o il lavoro ma anche l’arte in genere.

SGW: Quali sono le vostre influenze musicali?
MH:
Abbiamo influenze musicali molto eterogenee. Credo che le band/artisti che però ci abbiamo ispirato trasversalmente siano Alice Cooper, Poets Of The Fall, Danko Jones, Halestorm ed il rock e punk degli anni 90.

SGW: Ultima domanda libera: scrivete ciò che volete!
MH:
Grazie per l’intervista e un saluto a tutti i lettori di SOUNDS GOOD ZINE.
Vi aspettiamo ai nostri live!
Stay rock! Stay MadHouse!

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