5 Marzo 2024

Lullaby for Wendla Bergmann e’ una favola gotica alt/folk, come in un film di Tim Burton, o come se Suzanne Vega fosse remixata dagli Stereolab.
Un brano apparentemente leggero, che racconta in chiave letteraria e simbolica una storia di violenza su una donna ancora bambina.

Lullaby for Wendla Bergmann nasce originariamente come brano acustico composto da Maria Laura Ronzoni per la rappresentazione teatrale Risveglio di Primavera, dell’autore tedesco Frank Wedekind (1864-1919), ideata e prodotta da Margherita Vestri per la regia di Rolando Macrini, collaboratore decennale dell’Off-Off Broadway, La MaMa-Experimental Theatre Club di New York.

Nella rilettura in chiave mLau gli arrangiamenti e il lavoro di produzione attento e sensibile di Massimo Marraccini esaltano i contrasti fra le atmosfere scure delle armonie inquiete e la leggerezza melodica della voce, trasportando il senso tragico della storia di Wendla in un viaggio onirico senza tempo. Una dimensione nuova e inaspettata, oltre la soglia della musica elettronica, tributo più che dovuto all’anima poetica di un uomo di genio, anti-intellettuale per passione, che avrebbe illuminato la via alla rivoluzione epocale delle avanguardie artistiche a venire.

Alle tessiture melodiche e armoniche della voce che riportano a certe atmosfere di fiabe e filastrocche antiche fa eco l’incedere ritmico e incalzante degli arrangiamenti, talora volutamente dissonanti, finalizzati a creare un groove percussivo, elettrico, quasi marziale.

Il video è stato realizzato da Daniela Cono con le illustrazioni di Alessandra Fierro

Cosi Maria Laura Ronzoni, la compositrice, racconta la realizzazione del video:
“Nelle indicazioni registiche fornite e Daniela e Alessandra per la realizzazione del video ho voluto che le immagini costruissero un livello narrativo parallelo al racconto di Wedekind, avvicinando il piano poetico, simbolico e musicale allo sviluppo della tragedia vera e propria.

Il padre, nel mio testo, rappresenta la figura maschile riferibile alla società patriarcale e autoritaria che opera la morte vera e propria della bambina. Nel racconto di Wedekind non c’è menzione al padre di Wendla. Questa figura, con un colpo di genio, è rimpiazzata dal medico, complice della madre, ma il significato è inequivocabile. Nel video abbiamo voluto far sparire anche il medico, sostituito dallo strumento di morte, una siringa gigante, da sempre terrore dei bambini.

Abbiamo voluto inoltre che le immagini del video che commentano il ritornello fossero, dal punto di vista grafico e stilistico, completamente staccate dalle strofe.
Mentre la voce canta in modo ripetitivo “Dream, sweet dreams”, una ninna nanna per Wendla, si vedono silhouette di corpi che si muovono in modo frenetico e scoordinato, a scatti e a tratti persino fuori tempo. Sono gli adulti che uccidono Wendla mentre le danno la buona notte.

L’ironia è agghiacciante e offre uno spunto per sottolineare il contrasto brutale tra il mondo naive di Wendla e quello degli adulti, crudeli, idioti, vuoti, ipocriti, corrotti e schizofrenici così come li vedeva Wedekind.

mLau è un duo elettronico ispirato a sonorità alternative folk, post rock, trip hop.

mLau è il viaggio musicale di Massimo Marraccini e Maria Laura Ronzoni, amici di lunga data che hanno sentito l’esigenza di comporre nel tentativo di rispondere a quell’urgenza che potesse dar vita ad una espressione artistica pura, senza filtri o limiti creativi o necessità di compiacere “logiche” di mercato.

I primi due singoli, No One Around e A Queen With No Head, accompagnati dai rispettivi videoclip in graphic animation, nel 2000 hanno raccolto consenso da parte di testate e radio nazionali ed internazionali, seguiti l’anno suggesivo da un primo EP dal titolo Locked In.
Cinque i brani proposti, di cui quattro originali più un tributo ad uno dei grandi maestri della tradizione musicale-letteraria dei nostri tempi che maggiormente ha influenzato la scrittura dei testi di mLau: Just Like Tom Thumb’s Blues, minimale e personalissima interpretazione in chiave elettro-folk di uno dei capolavori poetici di Bob Dylan.

La voce, i testi e le melodie di Maria Laura, in connubio con le tessiture ritmiche e armoniche di Massimo, raccontano una ricerca sonora, compositiva, musicale e letteraria e con essa il tentativo di trovare nella bellezza e nella forza dell’atto creativo una risposta al profondo senso di inquietudine, una via d’uscita al groviglio di una condizione esistenziale che vede noi esseri umani, fragili testimoni di una realtà surreale in cui ci ritroviamo soli ma inesorabilmente legati e rinchiusi, per l’appunto locked in.

Sul palco, mLau danno vita a una performance che e’ una vera e propria esperienza audio-visiva multimediale, in connubio con diverse forme d’arte contemporanea.

La formazione artistica di Maria Laura Ronzoni avviene tra l’Italia e l’Irlanda, dove inizia a suonare come artista di strada e contemporaneamente si diploma in canto presso Associated Board of the Royal Schools of Music and Drama.
Negli anni collabora e condivide il palco con Aslan, Kila, Mary Stokes, Julie Feeney, Wally Page, Mark Geary, Kay McCarthy, Antonella Ruggiero, e Damien Rice.
È vincitrice del “Premio al miglior testo” con la canzone “Per le strade di Dublino” dal suo primo album Calliope (Helikonia Indi/Egea Music).

Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Massimo Marraccini si perfeziona alla Berklee School of Music a Boston Mass.
Collabora per diversi anni con le maggiori Orchestre Sinfoniche italiane: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma e Torino, l’Orchestra Sinfonica Regionale del Lazio, Roma Sinfonietta; dal 1998 al 2007 ricopre il posto di primo percussionista nella R.T.E. Concert Orchestra di Dublino e suona con artisti del calibro dei Corrs, Sir. George Martin, David Gray, Ronan Keating, Westlife, Boyzone.
Rientrato in Italia nel 2008, riprende l’attività live come batterista e nel 2015 nasce il Sound Side Studio, dove avviene tutta la parte creativa della sua produzione musicale.

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