28 Febbraio 2024

Demetrio Scopelliti è un chitarrista e polistrumentista italiano che ha suonato per molti anni negli Arcadia e in altre realtà italiane. Da molti anni porta avanti il suo progetto solista a nome Demetrio Scopelliti prima, e in seguito solo Dimitry. Sotto quest’ultimo monicker pubblica il suo ultimo album “V”, edito da Fusioncore Records. I suoi album sono interamente strumentali e incentrati sulla chitarra, in quanto lui non solo pubblica album a tema, ma insegna questo strumento. Trasferitosi in Norvegia dal 2008 , è riuscito a coronare il suo sogno di vivere di sola musica.

SGW: Ciao Demetrio, raccontaci di come è nato “V” e di come lo hai portato a conclusione.
Demetrio:
Ciao a tutti. Ho cominciato a scrivere «V» nel 2019 ma è solo con l’inizio del lockdown che ho avuto l’occasione di concentrarmi quasi full time alla stesura e produzione del disco.
«V» é la mia release n.5 e il terzo full lenght album, i dischi precedenti erano «The Silent Watcher» realizzato nel 2018 e «The Art of Complications» nel 2016.
Inoltre ho realizzato anche 2 Ep, «Evolution» nel 2008 e «Codex Magika» nel 2012..
Tornando a «V» il disco é stato mixato nell’autunno 2021 e pubblicato su moniker «Demetrio Scopelliti» ad Aprile 2022, poi successivamente ristampato a dicembre 2022, rimasterizzato e con 3 bonus tracks, rilasciato da FusionCore Rec.

SGW: La copertina è davvero molto bella. Com’è nata l’idea e chi l’ha realizzata ?
Demetrio:
L’artista si chiama Mark Bridgeman ed aveva giá precedentemente realizzato l’artwork di «TSW» nel 2018.
La cover doveva ovviamente essere in linea con il sound, cosi abbiamo optato per qualcosa di tribale ma al momento stesso ipertecnologico, in stile «Doom Eternal» essendo io un grande fan del gioco dagli anni 90..

SGW: Hai fatto tutto da solo in “V” o ti ha aiutato qualcuno?
Demetrio:
Tutto da solo, registrato tutti gli strumenti, mix e mastering, persino i video ufficiali di «Deva», «Euphoria» e «AfterWorld».
Infatti ho uno studio di registrazione dal 2010 a Skien, Norvegia, dove risiedo dal 2008.
Il lockdown mi ha dato la «finestra» di tempo per perfezionarmi al basso e alla batteria (infatti sebbene io sia sempre accreditato come chitarrista, bassista, tastierista, ho comunque suonato alcune batterie sul disco, altre invece semplicemente scritte con l’utilizzo di drum machines per questioni di «tempo»).

SGW: Stai già pensando ad un nuovo album? E cosa dobbiamo aspettarci da Dimitry in futuro?
Demetrio:
Ho un paio di brani pronti per il nuovo disco ma per adesso mi sto concentrando solo sulla promozione di «V».
Ti posso però dire che sto mixando un nuovo disco che ho scritto con una sassofonista classica norvegese, Aina Davidsen.
Modern Classical Music, Stravinsky meets Meshuggah..
Il disco dovrebbe uscire in estate 2023.

SGW: Come reputi la scena metal italiana oggigiorno?
Demetrio:
Come ti dicevo abito in Norvegia dal 2008 e mi sono perso l’evoluzione del metal underground nostrano.
Le bands non sono mai mancate neanche ai «vecchi» tempi, quello che mancava era la mentalitá generale all’interno del sistema, motivo per il quale ho sempre avuto l’esigenza di far parte di una scena più «internazionale»..

SGW: Quali sono le tue influenze musicali?
Demetrio:
Un melting pot generale, un po’ di tutto.
Blues, rock come adolescente, il metal degli anni 80/90, metal estremo moderno anni 90/2000, progressive, jazz, fusion, funky, musica elettronica, new age etc..

SGW: Ultima domanda libera: scrivi ciò che vuoi!
Demetrio:
Grazie mille per lo spazio concessomi.
Invito i lettori ad ascoltare «V» sui vari outlets di streaming (#dimitryV) inoltre il cd é in vendita su bandcamp (#demetrioscopellitiV) insieme al merchandise..
Seguitemi su YT: www.youtube.com/dimitry677
FB: www.facebook.com/demetrioscopellitiofficial
Instagram: Demetrio_Scopelliti

A presto.

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