24 Giugno 2024

Dopo aver militato in diverse formazioni dell’underground lombardo, Marco, Federico e Alessio si incontrano nel 2016 per dar vita agli ICMESA.
La band prende il nome dalla fabbrica tristemente nota per il disastro ambientale di Seveso nel 1976, mostrando evidente già nella scelta del nome il legame al proprio territorio con tutte le sue contraddizioni.
In questi anni, gli ICMESA si sono fatti notare per le loro esibizioni potenti su palchi di rilievo quali l’Alcatraz, il Rock’n’roll e il Legend Club, quest’ultimo per la opening ai Rezophonic in occasione dell’Estate Sforzesca 2019, e di recente, hanno partecipato a numerosi Festival nel territorio lombardo. A settembre 2023, è previsto un tour per la presentazione dell’album Quando c’era lei.

SGW: Ciao ragazzi, presentatevi ai nostri lettori!
ICMESA:
Ciao, siamo Marco (chitarra, voce e autore principale di testi e musica), Federico (batteria) e Alessio (basso). Suoniamo insieme da circa 7 anni. Prendiamo il nome dall’ICMESA, fabbrica di Meda tristemente nota per l’incidente occorsole nel luglio del ’76 a seguito del quale venne rilasciata nell’aria una nube tossica di diossina.  Può essere ne abbiate sentito parlare in relazione a Seveso, perché la nube manifestò i propri terribili effetti principalmente sul territorio di
questo comune (e non a caso le norme che ne sono conseguite prendono il nome di “direttiva Seveso”).
È un modo per sottolineare il nostro radicamento sul territorio cui apparteniamo e per provare a fare i conti con le sue contraddizioni, oltre che per tenere viva la memoria storica del fatto.

SGW: Qual è stato il vostro percorso di crescita musicale fino ad oggi?
ICMESA:
Marco e Alessio hanno iniziato a collaborare musicalmente almeno una decina di anni prima della nascita degli ICMESA, negli allora VEDA. Parte del materiale finito su “Quando c’era lei”, così come i brani presenti nel ns esordio discografico (il doppio singolo “Moda/Nicotina” uscito sempre per Areasonica un paio di anni fa), risale proprio a quel periodo. Terminata l’esperienza nei VEDA abbiamo sentito la necessità di proseguire quel cammino che sembrava interrompersi trovando in Federico il completamento ideale per il nostro suono certo, ma anche e per la piccola comunità che come ogni band, siamo. I nostri ascolti sono piuttosto variegati, si va dal rock indipendente in italiano dei ’90, al grunge di Seattle, al rock alternativo d’oltremanica dei 2000, fino all’heavy di rottura americano e inglese.

SGW: “Quando c’era lei” è il vostro primo Lp, parlateci un po’ di questo lavoro!
ICMESA:
Quando c’era lei, come detto, raccoglie brani nati in periodi e situazioni anche molto diversi e distanti fra loro: ascoltandolo vi confronterete con canzoni nate alcuni anni fa, così come con pezzi la cui scrittura abbiamo terminato in sala di incisione. La stesura definitiva dei pezzi e la loro armonizzazione reciproca è avvenuta durante la pandemia, spesso nell’impossibilità di vedersi di persona, o, comunque, in regime di frequentazione molto limitata e saltuaria. In questa fase finale di lavorazione e affinamento, è stato fondamentale l’apporto di Livio Magnini (Bluvertigo) che ha registrato, mixato e co-prodotto il disco con attenzione, cura e competenza davvero
eccezionali. Il disco è quello che siamo: rock ruvido, a volte violento e impetuoso, altre fluido ed etereo, sempre molto personale e, comunque, sincero. Siamo un trio e ci piace in qualche modo si senta. Ci piacciono gli spazi bianchi che non possiamo riempire e certe strutture all’osso che sono un po’ la nostra cifra stilistica.

SGW: Quali sono le tematiche dei testi?
ICMESA:
Ci piacciono le relazioni tra le persone: a volte ne parliamo partendo da spunti autobiografici, altre volte da osservazioni poi rielaborate in modo che restino verosimili, plausibili. Ci interessano i moti dell’anima che uniscono o che dividono amici e amori. Li guadiamo e proviamo a descriverli: a volte da vicino, altre da lontano, altre ancora da dentro, in prima persona. La canzone “ICMESA”, in questo senso, rappresenta quasi un unicum nella nostra produzione: è il nostro tributo al territorio da cui veniamo, il nostro tentativo di mantenere viva la memoria, sono le nostre radici, da cui non sapremmo prescindere neanche lo volessimo.

SGW: Siete soddisfatti? Oppure avreste voluto cambiare qualcosa?
ICMESA:
L’album ci rappresenta pienamente: è un lavoro che riascoltiamo con enorme piacere tutti e tre. Siamo convinti di ciascuna scelta fatta nel corso della registrazione, del mixaggio e della post produzione in genere. Ci sono passaggi, suoni, idee che senza Livio probabilmente non avrebbero trovato posto, cui, forse, non avremmo nemmeno mai pensato, ma ora che sono nel lavoro, ne sono parti integranti, caratterizzanti e non sostituibili. Il che non significa che non ci sia costato fatica, discussioni, litigi, porte sbattute, messaggi whatsapp da dimenticare.
La direzione presa, alla fine, però, soddisfa tutti e ne siamo davvero contenti. Anche solo per la paura di riaprire quel vaso di Pandora di confronti serrati a ogni ora del giorno e della notte tipico del periodo della registrazione: no, non cambieremmo nulla di questo disco.

SGW: L’ultima parola a voi!
ICMESA:
Intanto grazie per il tempo e lo spazio dedicatoci: per realtà come la nostra, raggiungere anche solo un nuovo ascoltatore ha un valore davvero immenso. L’invito è chiaramente quello di ascoltare il ns disco, certo, ma anche quello di raccontarci cosa ne pensiate, magari seduti insieme, con una birra in mano, perché no? Prima o dopo un nostro concerto. Vi aspettiamo!

https://open.spotify.com/intl-it/album/5rkgJsD67IJPK7S5pHSjk4?si=C9D3GLQfSgWc1T5miPkIDw

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