2 Marzo 2024

Il nuovo anno si è aperto con un nuovo singolo per i God Of The Basement: Tale Of A Devil (And A Bar Table), uscito per l’etichetta indipendente Stock-a Production.

Tale Of A Devil (And A Bar Table) è un brano notturno, minimale ma dal forte impatto, avvolto da un sound caliginoso e malinconico, illuminato sporadicamente da bagliori al neon. La sezione ritmica, tra basso e batteria, produce un battito cardiaco ansioso, mentre le note emesse da chitarra e sintetizzatori si diramano come fossero un’orrorifica nebbia psych-soul. Tutto procede in direzione di un party filo-caraibico, scandito da riff, marimba e vocoder futuristico, da consumarsi preferibilmente in uno squallido club metropolitano, dove Childish Gambino e Balthazar, seduti assieme, potrebbero brindare felicemente alla tristezza.

Tale Of A Devil (And A Bar Table) racconta di un incontro inquietante e molto ravvicinato con un’entità demoniaca. La mente ripercorre i vari passaggi che lo anticipano: preparativi, motivazioni, sensazioni, esitazioni. Il diavolo del caso non è l’incarnazione del male bensì la rappresentazione dei molteplici lati oscuri che contraddistinguono ognuno di noi. L’invito è quello di non averne timore, anzi di interagire con essi al fine di raggiungere una più completa e onesta conoscenza di sé. Un tavolo al bar, oppure uno specchio che riflette la propria essenza.

Il progetto heavy pop God Of The Basement – spesso abbreviato nell’acronimo GOTB – nasce in uno scantinato dell’East End londinese da un’idea di Tommaso Tiranno (voce) ed Enrico Giannini (chitarra e sampling), successivamente completato nella periferia di Firenze grazie all’arrivo di Rebecca Lena (basso e visual art) e Alessio Giusti (batteria). Per un’esplosione di groove serrati e campioni old school, melodie catchy, robusti affondi elettrici e un’estetica che shakera immagini surreali.

Tale Of A Devil (And A Bar Table) è adesso accompagnato dal nuovo videoclip diretto da Rebecca Lena, che racconta: “Il brano mette in scena un appuntamento fisso con la pazzia. A casa di Enrico si avvertono bene i rumori dei treni. Ho pensato al fischio del treno e mi sono ricordata di un racconto di Pirandello, Il treno ha fischiato, dove il protagonista, sottoposto a pressioni continue sia nella vita familiare sia in quella lavorativa, sente appunto il fischio del treno che non aveva mai notato prima e perde (finalmente) la ragione. Al video partecipa Marco Aurelio Di Giorgio, un performer che abbiamo conosciuto a Roma: stavamo suonando al Klang, lui stava ballando nel pubblico e i suoi movimenti ci conquistarono subito ricordandoci la danza forsennata alla fine del film sadistic-drama Dogs Don’t Wear Pants. Un altro tema pirandelliano su cui ruota il concept del video è quello della ‘maschera’, non intesa come prigione bensì al contrario come scoperta di un luogo confortevole attraverso cui sperimentare l’espressione di se stessi. Come se l’io, fluido e incontrollabile, avesse bisogno di un mezzo per essere compreso. Questa maschera può essere anche la rappresentazione della nostra identità digitale. Il protagonista si sveglia dopo il fischio di un treno, è notte, i suoi movimenti sono scoordinati, frantumati, indecisi, come se il corpo non calzasse bene alla persona. C’è un’alternanza di statue religiose, incenso, maschere e costumi che rivelano il processo sacro tramite il quale, spesso in modo ridicolo, possiamo innalzarci”.

Tale Of A Devil (And A Bar Table) fa seguito ai precedenti singoli usciti nel corso del 2022, ovverosia il funereo TUM, dalle influenze dub, e Loaded, realizzato in collaborazione synthrock con i concittadini oodal. Questo è soltanto l’inizio di una una nuova fase artistica ancora da scrivere e svelare che, dopo l’omonimo esordio del 2018 e l’eclettico Bobby Is Dead del 2021, condurrà prossimamente al terzo album dei God Of The Basement.

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