19 Giugno 2024

La reincarnazione di cinque spiriti maligni, provenienti da un passato antico e da terre remote, ha dato vita a quello che sarebbe diventato l’incubo di ogni creatura vivente su questo pianeta.
Un’antica profezia è stata scritta su antichi e polverosi manoscritti: secondo questi, cinque entità dedite al male si sarebbero unite sotto un’unica bandiera; innominabili al momento della loro apparizione sulla Terra, sono ora conosciuti con i nomi dati loro dai miti e dalle leggende: la Morte, il Corvo, la Freccia Nera, il Massacro. La loro missione è diffondere il terrore, la paura, il male e la dannazione dell’Inferno. Carestia, povertà…questi sono solo l’inizio del loro lavoro. E solo loro sono consapevoli di ciò che porterà il flusso del tempo

SGW: Ciao ragazzi, raccontateci di come è nato “S’Accabadora” e di come lo avete portato a conclusione.
HELL THEATER:
Come il precedente anche S’ACCABADORA è un concept album che racconta una storia scritta da Victor, che conosce la materia dato che è di origini Sarde, poi come al solito abbiamo trasformato i vari momenti in 11 brani sui quali abbiamo lavorato tutti assieme.
Si basa sulla figura tradizionale sarda, la “femmina ACCABADORA” o “colei che finisce”, realmente esistita nel passato e forse ancora esistente in zone molto rurali, alla quale venivano attribuite doti magiche. Il suo ruolo era quello di porre fine per pietà, su richiesta dei parenti, alle sofferenze dei moribondi e malati terminali, colpendo la nuca con uno speciale martello “Mazzolu”.

A volte però i parenti, per propri interessi, ingannavano l’Accabadora e questo innescava una maledizione all’intera famiglia e ai loro discendenti.

È stato molto difficile portarlo a conclusione… nel 2015 il lavoro era già pronto ad entrare in studio di registrazione, ma da quel momento varie vicissitudini personali e non, gli imprevisti più incredibili ed infine la pandemia sembravano volerci far comprendere che quest’album fosse maledetto.

Siamo infine entrati in studio e ancora sono continuati strani fenomeni che ostacolavano i lavori. Tutto questo ci ha messo davvero a dura prova, ma non abbiamo mai mollato anche quando la casa discografica che doveva distribuirci l’album è fallita. Abbiamo trovato l’entusiasmo della WormHoleDeath e finalmente eccoci con l’album partorito.

Riguardo la produzione, stanchi delle ultime produzioni “plasticose”, così perfette, piatte, così innaturali, noiose e quasi inascoltabili abbiamo deciso di andare totalmente controcorrente, con l’obiettivo di ottenere un prodotto fatto per durare, utilizzando anche tutte le moderne tecnologie digitali, ma mantenendo un suono naturalmente aggressivo. Le parole d’ordine sono “musica suonata da musicisti”, suono realistico, umanità.
Tutto ciò che è stato registrato è stato eseguito dai rispettivi membri della band, nulla è stato costruito al computer. Nessun semplice copia-incolla, nessun automatismo facile per fissare la base ritmica, allineare gli strumenti ritmici e accordare in modo massiccio le note, nessun plug-in di simulazione di amplificatore/rack per chitarra “facile”. La famosa accordatura “Melodyne” per la voce è stata usata probabilmente per 5 secondi nell’intero album, chi può dirlo in tutti i dischi degli ultimi 10 anni?

S’ACCABADORA non è certo un album di primo ascolto, è sicuramente un’opera molto complessa e piena di sorprese, fatta per lasciare il segno e durare nel tempo.

SGW: La copertina è davvero molto bella e horror! Com’è nata l’idea e chi l’ha realizzata ?
HELL THEATER:
L’artwork è stato realizzato da Alessandro Giusto che ha con noi il giusto feeling e riesce a materializzare le nostre visioni. Analizzandolo, si presta a due interpretazioni: lo sguardo della vittima e negli occhi il riflesso dell’assassino o viceversa? A voi la risposta, calandovi nella storia.

SGW: Come si svolge solitamente il vostro processo compositivo?
HELL THEATER:
La composizione parte dalle suggestioni dateci dalla storia o dal racconto horror che vogliamo narrare nel concept. Queste prime suggestioni si trasformano in alcuni riff di chitarra spesso di Brian, che poi vengono elaborati da tutta la band. La struttura della musica viene poi elaborata ed arricchita, finché tutti i componenti della band non sono soddisfatti del risultato.

SGW: State già pensando ad un nuovo album? E cosa dobbiamo aspettarci dagli Hell Theater in futuro?
HELL THEATER:
Non solo lo stiamo pensando ma la storia del nuovo concept è già scritta e siamo alla fase della composizione dei brani, saranno probabilmente 11 o 12 ancora. Teniamo fede, come sempre, alla nostra linea: attesa, suspence e colpi di scena non mancheranno, come il marchio Hell Theater comanda, aspettatevi da noi nuove diaboliche storie e grandi live !!

SGW: Come reputate la scena metal italiana oggigiorno?
HELL THEATER:
Ammettiamo di non essere particolarmente contenti della scena metal italiana… e anche mondiale. Stiamo vedendo che anche il concetto di “band”, condivisione quasi fraterna del tempo, delle sale prove e anche di un vissuto assieme stanno venendo meno. Band e musica molto valide comunque ce ne sono, ma la difficoltà è fidelizzare il pubblico e indurlo, per il piacere che prova ascoltando la musica e ad immergendosi in certe atmosfere, a supportare concretamente i gruppi, tramite l’acquisto della musica e partecipazione ai concerti live. Di contro “la cosa positiva” è chi oggi persegue la volontà di fare musica – in questo panorama un po’ desolante – è sicuramente un profondo appassionato, che sente l’urgenza di comporre e si diverte a creare inediti. La locomotiva degli Hell Theater sicuramente è la passione.

SGW: Quali sono le vostre influenze musicali?
HELL THEATER:
Siamo grandi appassionati di buona musica. Sicuramente siamo cresciuti con pane e Heavy Metal, declinato nelle sue molteplici sfaccettature: dal rock anni ’70 degli Uriah Heep al black metal dei Marduk, dai contemporanei Borknagar ai Porcupine Tree, ma non disdegniamo altri generi musicali, come l’elettronica dei Corrieri Cosmici tedeschi o il folk di Loreena McKennitt, solo per fare degli esempi.

SGW: Ultima domanda libera: scrivete ciò che volete!
HELL THEATER:
Siate curiosi, scoprite l’underground (non solo per piacere, ma anche per dovere) se vogliamo che rimanga viva una scena musicale non omologata, libera e originale, come ci hanno insegnato i grandi del rock. Ogni metallaro ha il dovere di sostenere l’ underground con l’acquisto di musica per scongiurare la sua fine.
Stay Hellish!!

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