4 Marzo 2024

GIEI, al secolo Marco Panichella, è un ligure e come tutti i liguri si lamenta. Il suo lamento si traduce per la prima volta in musica all’età di 15 anni quando debutta con la blues band del padre. Da adolescente fonda un gruppo funky con il quale rompe un buon numero di corde live, poi compie 18 anni sul palco suonando il basso con il gruppo punk rock del fratello, i Temple Rents (IndieBox Music). Fonda e soglie successivamente la band indie rock (The Austin)per partire in tour al basso con la band electro-pop iVenus, dove alla voce e tastiere c’era ELSO (INRI).
Tutto questo ha creato un sound fatto di tanto sudore, ginocchia sbucciate, malinconia e voce spezzata. Così nel 2012 registra un EP di tre pezzi (Before He Was Fool) per sancire finalmente la nascita del suo progetto solista.

SGW: Ciao Giei, presentati ai nostri lettori !
Giei:
La domanda più difficile di tutte. Potrei risponderti in stile Tinder tipo – 32 anni, ne dimostro 28, love the music, amo i film di Paul Thomas Anderson #yolo.
A parte gli scherzi, c’è chi dice che sono un cantautore, chi un citarrista funky blues, chi addirittura un bassista (la spiegazione è nella domanda dopo).
Mi sento uno che fa la musica che gli passa per la testa e un po’ se ne sbatte dei propri limiti – cerco di aggirarli facendo un po’ quel cazzo che mi piace. Sono un po’ funk, un po’ punk, un po’ blues e un po’ rock, molto disfattista ma sul palco mi piace spaccare e coinvolgere il pubblico. Forse dovrei fare stand up comedy, sento qualcosa in comune coi comici – malincono e a volte depresso ma che alla fine ho solo voglia di divertirmi col pubblico.
La verità però sai qual è? Proprio in questi giorni mi sto domandando chi cazzo sono veramente, quindi penso che darò una risposta con la mia prossima musica.

SGW: Qual’è stato il tuo percorso di crescita musicale fino ad oggi ?
Giei:
Ho iniziato a suonare nella blues band di mio padre a 16 anni, i P5 blues band. Poi ho creato un po’ di gruppi miei al liceo, ho fatto il turnista al basso per la band mio fratello Temple Rents e per iVenus (capitanati dal matterello Elso).
Ho suonato con Omid Jazi, genio musicale che ora va col nome Kazemijazi. E alla fine arriva GIEI, nel 2012 – inizialmente suonavo con un’acustica e un stomp box poi mi sono allargato.

SGW: “forlanini” è il tuo nuovo Ep , parlaci un pò di questo nuovo lavoro !
Giei:
Sono 4 brani + 1 scritti durante il lockdown. Avevo voglia di ritmo, di power trio, di fare shakerare i fianchi per scacciare via la depressione e la monotonia vissuta nella soffita di Milano Forlanini (da lì il nome).

SGW: Quali sono le tematiche dei testi?
Giei:
Malinconia filtrata da ironia delle volte un po’ surreale e psichedelica. Comunque la radice è la stessa, sentirsi un po’ inadatto e cercare di risolvere questo stress con un basso appuntito, una chitarra acida e una batteria molleggiante.

SGW: Hai in previsioni un Tour?
Giei:
Sto suonando in giro. Ho ancora 4 date all’orizzonte.
4 agosto – Sanremo – Rock in the Casbah Festival
5 agosto – Genova – Il chirignuito Liars Club
21 agosto – Genova – Bonfim Club
2 settembre – La Spezia Rock Club

Sto preparando il tour autunnale. Se ci fosse un booking che mi vuole aiutare non mi tiro indietro.

SGW: L’ultima parola a te !
Giei:
Ascoltate Paul Pena.

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