21 Febbraio 2024

I Genoma nascono a Ravenna, e tra il 2016 e il 2019 pubblicano un album e diversi singoli riscuotendo un certo successo e buone recensioni. Costretti a rivedere la formazione, finiscono col sospendere l’attività musicale per qualche tempo, fino a Settembre 2020, quando Enrico Coari, fondatore della band insieme a Nicola Farolfi, coinvolge nel progetto Marcella Sebastiani, un’amica con la quale aveva militato anni prima nella stessa cover band. Così inizia a prendere forma la nuova veste con il nome “Genoma Music Project”.
Si crea una bella sinergia, una convergenza di vedute e obiettivi che permette al progetto di ripartire con una energica forza produttiva ed una rinnovata creatività, creando uno stile e una forma espressiva molto personale e originale.
La penna e le linee melodiche di Marcella, molto attenta alla realtà emotiva e sociale contemporanea, si fanno strada tra suoni e visioni futuristiche.
Il progetto mira a raccontare, con musica e parole dirette e calate in una realtà atemporale, storie molto urgenti. La musica dei Genoma Music Project tende spesso ad allontanarsi dalla prevedibilità dei canoni e della struttura musicale classica, pur mantenendo un andamento fluido e scorrevole.
I brani rappresentano la voce che viene data a storie che rischiano di perdersi tra migliaia di silenzi e che si concretizzano in un susseguirsi di immagini, sensazioni, percorsi ed emozioni, in vere e proprie scene che raccontano l’umanità nella sua complessità e tra le sue mille sfaccettature.

SGW: Salve ragazzi, presentatevi ai nostri lettori !

Enrico: Ciao a tutti! I Genoma Music Project rappresentano il progetto 2.0 della band Genoma, che era nata intorno al 2016 in una formazione diversa ( 6 elementi). Della vecchia band siamo rimasti io, Enrico Coari, piano, synth e produzione, Nicola Farolfi, basso. Marcella Sebastiani si è aggiunta per ultima, come cantante e autrice.

Marcella: Un giorno di metà settembre pre-lockdown 2020 Enrico, che conoscevo da più di un decennio, perché avevamo suonato insieme, mi ha telefonato per raccontarmi il progetto e in seguito mi ha mandato alcuni brani. Ci siamo incontrati qualche giorno dopo e abbiamo registrato il mio primo testo mai scritto: Innocenza. In quel momento abbiamo capito tutti e tre che il connubio poteva funzionare. Ci siamo ben amalgamati da subito perché avevamo la stessa idea di musica: innovativa e rispettosa delle nostre influenze musicali di sempre, istintiva, fedele a se stessa senza troppi compromessi, con una struttura scomposta rispetto agli standard, dinamica e attenta al mondo circostante e al fluire dell’anima.


Nicola: io ed Enrico ci siamo conosciuti molti anni fa e ci siamo accorti di avere una visione della musica molto simile. Abbiamo continuato a suonare assieme, nonostante le vicissitudini del gruppo, “in sordina”, fino all’arrivo di Marcella. Quando Enrico mi ha detto che le avrebbe proposto di unirsi a noi ne sono stato felice, e ci speravo, poiché la conoscevo artisticamente avendola sentita cantare nel gruppo di cover in cui militava anche lui. Speravo che la sfida di scrivere testi e creare brani dal nulla la potesse stuzzicare, come alla fine è stato ed aggiungo, con successo.

SGW: Qual’è stato il vostro percorso di crescita musicale fino ad oggi ?


Enrico: c’è una ricerca costante di quello che mi emoziona, senza pregiudizi o preconcetti, forse più che di crescita si può parlare di un percorso non programmato. Sicuramente la sperimentazione, l’elettronica e la musica ambient mi hanno sempre dato ispirazioni.


Nicola: ho cominciato da ragazzino avevo 14 anni e mi ha appassionato subito il basso. Ho studiato lo strumento ed ho cominciato subito militando in band di ogni genere, poi con il crescere ho diretto la mia attenzione su un genere musicale più preciso, ossia la “New Wave” cercando di assimilarne i suoni caratteristici ed imparando a suonare con un manico fretless, che ancora oggi utilizzo.

Marcella: io ho iniziato ad esibirmi in una Blues Band non più di 11-12 anni fa, quindi tardi rispetto alla media. Questo un po’ per una forma di pudore ed un bel po’ per insicurezza. Ma è stato davvero meglio tardi che mai, visto che sentivo questa passione fluttuare dentro, indomita, sin da bambina. Mi sono sempre nutrita di tanta musica senza prediligere un genere particolare, complici i miei genitori che la seguivano tantissimo comprando vinili, ascoltandola in tv, in radio, leggendo su magazine, insomma in ogni modo possibile al tempo. Sono affezionata però soprattutto alla musica di qualità degli anni 80 (Peter Gabriel, Joe Jacskon, Talking heads, Cure etc) e ritengo di essere stata fortunata a poterla vivere.

SGW: “Tra migliaia di silenzi” è il vostro nuovo album, parlateci un pò di questo nuovo lavoro !


Marcella: L’album è una creatura nata “a sorpresa”! E’ composto da 11 brani che rappresentano 11 storie e che seguono la dinamica della musica di Enrico. Man mano che arrivavano quei componimenti sentivo la necessità di raccontarli anche a parole, scenografandoli, argomentandoli. Le sue sonorità si sviluppavano in modo naturale e scorrevole, ma poco “ordinario” proprio come può essere un flusso di coscienza o la realtà quotidiana in generale. Mi sono trovata davanti a delle strutture atipiche, senza delle alternanze di strofe e incisi secondo degli schemi classici, ma proprio per questo affascinanti e coinvolgenti, perché libere.

Enrico: L’album è nato per un’esigenza espressiva, non per altro, e a discapito dei difetti tecnici, l’abbiamo gestito interamente in autonomia, lasciando fluire questa tensione emotiva. E ringraziamo Max Lambertini di R(e)sisto Distribuzione per aver rispettato il nostro lavoro non cambiando nulla della produzione.

Nicola: E’ il primo “spero di una lunga serie” di album dei Genoma
Music Project in cui ogni componente del gruppo ha messo del suo, arrivando a creare dei brani sia musicalmente che nei testi assolutamente attuali.

SGW: Quali sono le tematiche dei testi?

Marcella: Gli 11 brani sono legati a tematiche a me care ma soprattutto rivolti alla riscoperta e all’invito a coltivare empatia, rispetto, sguardo più attento, ascolto più sincero verso se stessi e verso gli altri. In un mondo sempre più individualista sentivo anche l’esigenza di potermi esprimere con una voce più corale, universale e sociale.
A parte qualche track più autobiografica tipo Nuda o Amiche da sempre, le altre canzoni sono rivolte a raccontare realtà che urlano tra migliaia di silenzi, ma che spesso purtroppo rimangono inascoltate: solitudine, dipendenza, senso di fallimento, lotta di piccoli contro poteri più grandi, amori buoni persi per orgoglio, amori tossici trattenuti per timore, perdita dell’innocenza e del bambino che c’è dentro di noi.

SGW: Siete soddisfatti? Oppure avreste voluto cambiare qualcosa ?

Nicola: no non cambierei nulla, quello che non ci convinceva lo
abbiamo cambiato in corso d’opera, il risultato mi soddisfa appieno.

Marcella: Beh per quanto mi riguarda, come prima esperienza penso di aver fatto tutto con impegno e amore. Ma sicuramente qualcosa cambierei: ricanterei un paio di brani perché spesso le registrazioni sono state fatte con i primissimi take, nel momento stesso in cui sottoponevo le liriche ai ragazzi per la prima volta. Questo si preservava l’aspetto emotiva e la spontaneità (tipo in brani “difficili” da cantare come Elisa e Federico o Tra migliaia di silenzi) ma lascia anche spazio a qualche incertezza e imperfezione. Poi cambierei qualche strofa, la scriverei forse diversamente.

Enrico: Io sono abbastanza soddisfatto, anche se ci sono diverse cose migliorabili

SGW: L’ultima parola a voi!

Nicola: Genoma Music Project è un gruppo che unisce esperienze diverse in una fusione di musica e testi per niente scontati. Consiglio di ascoltare con attenzione le liriche dove ci si imbatterà in problematiche che possono riguardarci anche da vicino, in esperienze di vita reale, in storie intense…sfido a non riconoscersi in almeno una di queste track. E invito ad ascoltare attentamente anche la musica che Enrico in primis ed io cerchiamo di rendere facile all’ascolto, nonostante non semplice nella composizione e nelle ritmiche. L’orecchio di Enrico non sbaglia.


Enrico: Grazie Nick! Comunque stiamo lavorando anche su delle nuove idee, penso che la continua ricerca interiore faccia parte del mio carattere.

Marcella: siamo soddisfatti per quello che è nato da questa sinergia e saremo molto fieri di proporlo anche live. Ci inizieremo a lavorare con altri amici musicisti, e con Max della (R)esisto per la parte organizzativa, subito dopo le festività. Oltre a questo, siamo molto emozionati e motivati a continuare a creare, registrare, produrre e infatti, inutile a dirlo, abbiamo già diverse cose nuove a buon punto, come diceva Enri.
Seguiteci sui social e su tutte le piattaforme musicali digitali per scoprire dove la nostra produzione ci condurrà nell’imminente futuro!

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