5 Marzo 2024

Gabriels è uno dei tantissimi talenti che la nostra penisola può vantare, ma ingiustamente sottovalutato per l’onnipresente pregiudizio che il metallaro medio italiano ha verso le band o gli artisti del proprio Paese. Eppure saranno almeno 25 anni che la scena italiana è al passo con qualsiasi altra realtà estera, vantando in ogni sottogenere di hard rock e metal, artisti di grandissimo spessore e talento. E il tastierista Gabriels afferma nuovamente la sua preparazione tecnico-compositiva con il settimo album di una carriera che va avanti da più di quindici anni, e questo nuovo capitolo si intitola “Dragonblood (Damned Melodies)”.

Anche questa volta parliamo di un concept album, un’opera davvero complessa sia nel reparto lirico, dedicato al Dracula di Bram Stoker, e anche a livello musicale. A livello strettamente strumentale questo album ha davvero di tutto al suo interno, pur rimanendo entro i confini di un progressive hard rock/heavy metal tinto vagamente di power. Ma la specialità di Gabriels è quella di non scrivere mai un brano uguale all’altro, e si passa da brani più progressive ad altri più power, e ancora si passa da ballate struggenti e sentite a pezzi più robusti. Tutto sempre all’insegna della melodia e di una mentalità devota ad un uso dei vari elementi funzionali per creare grandi canzoni. Gli ospiti anche in questo caso sono molti, e questo aspetto accompagna i concept di Gabriels da molto tempo (leggasi l’infinita schiera di guest nei credits al fondo della recensione). Questo permette al musicista messinese di donare davvero una gamma di stili e soluzioni quasi infinite e dove mai nulla è scontato.

Onestamente non so se nel 2022 Gabriels possa offrire qualcosa di realmente nuovo in ambito metal, perchè i suoi album rimangono ben incastrati nel periodo aureo del metal e dei suoi virtuosismi, quindi negli anni Ottanta, ma di fronte a cotanta qualità, che poi va avanti da molti anni a questa parte nel caso di Gabriels, non si può trovare il pelo nell’uovo. Tecnica, sentimento, competenza, melodia, passione: tutti questi elementi fanno parte di questo “Dragonblood (Damned Melodies)”. Credete sia poco?
PS: Non ho citato di proposito brani migliori o meno, perchè l’album è da intendere a mio avviso come un unico blocco nel quale l’ascoltatore troverà tante soluzioni e sfumature, in un viaggio dolce-amaro e a tratti inquietante che riesce a narrare con maestria quel famoso Dracula!

Tracklist:

  1. I Am a Dragon
  2. Mina’s Nightmare
  3. Hypnosis
  4. In the Dragon’s Castle
  5. Mina’s Destiny
  6. Van Helsing Entrance
  7. Dragonblood
  8. My Master
  9. It Lives in Transylvania
  10. Marching to the Castle
  11. Vampire’s Den
  12. An Impossible Love
  13. Nameless
  14. Your Time Is Up

CAST OF CHARACTERS:
Vladislaus Dracula: Leandro Cacoilo (Eterna, Viper, Caravellus)
Jonathan Harker: Wild Steel (Shadows ofSteel, Wild Steel)
Mina: Chiara Petrelli
Lucy: Caterina Nix (Chaos Magic)
Van Helsing: Dave Dell’Orto (Drakkar)
Dottor Seaward: Antonio Pecere
Renfield: Val Shieldon (Twilight Zone)

LINE UP:
Gabriels: All the Keyboards, Arrangements, Music and Lyrics
Glauber Oliveira (Caravellus): Guitars (Tracks 1, 2, 7)
Niklas Johansson (Tungsten): Guitars (tracks 9, 12)
Andrew Spane (Shadows of Steel): Guitars (tracks 5, 11)
Patrick Fisichella: Guitars (tracks 6, 14)
Giuseppe Seminara (Steel Raiser): Guitars (Track 3)
Francesco Corapi (Vivaldi Metal Project): Guitars (track 8)
Frank Campese (Chronosfear): Guitars (Tracks 4, 10, 13)
Fabio Zunino (Shadows of Steel): Bass
Mike Vader: Drums

CHOIR:
Chiara Petrelli: Soprano
Tiziana Filiti: Mezzo Soprano and Alto
Silvia Pianezzola: Mezzo Soprano and Alto
Federico Impalà: Tenor and Baritone
Tiziano Passantino: Bass

SPECIAL GUESTS:
Mistheria: Synth Solo on Track 6
Sara Ember: Violin on Track 5
Francesca Formisano: Cello on Track 5
Styx Synthmonster: Organ on Track 12

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