27 Febbraio 2024

Una lunga carriera alle spalle nella scena punk italiana con i The Peawees, il nuovo progetto Fernandhell. con il quale continuare “a spaccare” sopra e fuori dal palco grazie anche al nuovissimo singolo “Extra Ordinary” e una profonda conoscenza del mondo della musica. Tutto questo è Livio Montarese, che abbiamo avuto la possibilità di incontrare per un’intervista sulle nostre pagine.

SGW: Ciao Livio, benvenuto! Torni con un nuovo singolo firmato Fernandhell.. Prima di focalizzarci sul brano, cosa puoi raccontarci di Fernandhell.? Come è nata questa tua relativamente nuova creatura?
Livio:
Ciao e grazie per l’accoglienza! Il primo “Fernand Hell”  (senza punto) era lo pseudonimo che utilizzavo per condurre un programma radiofonico tra l’inizio del 2019 e la metà del 2021. Alcuni amici mi avevano chiesto di fare una rubrica di un’ora a settimana, composta prevalentemente da minchiate e musica ed io ho scelto quel nome per omaggiare il famoso attore, di cui sono sempre stato ammiratore. Contestualmente al programma, suonavo la batteria con i King Mastino, in cui ho militato per circa un anno. Poi il Covid ci ha reclusi per diverso tempo, e di vedersi per suonare insieme non se ne parlava. Sicchè, per passare il tempo ho rispolverato alcuni riff che avevo buttato giù molti anni prima: mi sono accorto che, nonostante gli anni trascorsi, erano ancora “freschi”, ed ho pensato che era giunta l’ora di completarli. Ho noleggiato uno studio vicino casa, e sono andato a registrare per i fatti miei. Tutto, dalla batteria, al basso e le chitarre. Ah si,li ho anche cantati!  Ne sono usciti due pezzi: “Offside”, con un giro di basso molto Pixies, e “Rapid.Eye.Movement.”, mio personale tributo alla celebre band di Athens. Sono rimasto molto soddisfatto dal risultato e ho deciso di pubblicarli in modo indipendente sulle varie piattaforme. Non volevo utilizzare il mio nome però, quindi ho pensato di utilizzare quello del programma, modificandolo giusto quel tanto da non confondere le due cose. Qui nasce ufficialmente Fernandhell. (col punto)

SGW: “Extra Ordinary” è da pochi giorni disponibile in digitale, in streaming e anche in CD. Qual è l’idea dietro alla canzone?
Livio:
Alcuni mesi fa ho incontrato i ragazzi di Moquette Records ed è stato amore a prima vista, ed il primo passo insieme a cui abbiamo pensato é stato quello di pubblicare un singolo. Abbiamo stabilito la tempistica per l’inizio di Aprile,  ed essendo un singolo “primaverile” ho reputato dovesse essere un brano energico, una scossa dopo il torpore invernale. Nel mio modo di vedere le cose e di vivere la musica, i pezzi d’attacco necessitano della massima spontaneità, non bisogna ragionarci su troppo, altrimenti rischiano di perdere quell’immediatezza che li rende unici; “Extra|Ordinary” ha esattamente quel tipo di approccio, diretto, scritto di getto in un padio d’ore. Il testo ha avuto una componente fondamentale in fase di  stesura, perchè il ritornello batteva nella mia  mente in modo ossessivo ed è stato ciò che ha innescato la miccia. Il testo affronta argomenti di natura psico patologica e di come la società odierna abusi di tali argomentazioni in modo superficiale per adornare le proprie pagine social.

SGW: Dicevamo che “Extra Ordinary” è disponibile anche in CD. Un formato che nel 2022 ha registrato un aumento delle vendite pari al 10% solo nel nostro Paese. Tu perché lo hai scelto?
Livio:
Fino ad ora Fernandhell. ha usufruito solo delle piattaforme digitali, ma in realtà noi tutti siamo cresciuti in un momento storico dove il supporto fisico era di casa. In particolar modo noi dei ’90 siamo figli dei cd, più che dei vinili, e nonostante il vinile abbia un fascino cui siamo soggetti e a cui un giorno cederemo,  il cd al momento meglio rappresenta il progetto. Lo abbiamo reso vintage, da collezione, imbustato come un 7”con un bellissimo poster incluso, elaborato dalla  bravissima illustratrice Giorgia Barbieri (che saluto e ringrazio). C’e’ anche una piccola sorpresa aggiuntiva…

SGW: Dopo tanti anni di musica scritta e suonata, quali sono le cose, ma anche gli artisti, che ti ispirano maggiormente?
Livio:
Di quelli delle mie inizi ti direi senz’altro Nirvana, Pixies, REM e Ramones. Fernandhell. stesso é nato con l’inento di voler creare qualcosa di geniale come la musica dei  Pixies suonata con la semplicità dei Ramones. In lista metto sicuramente anche Mudhoney, Dwarves e Husker Du. Poi considera che per più di vent’anni io ho lavorato come promoter di concerti in Italia, ed è brutto a dirsi ma quel particolare lavoro ti rende più freddo e calcolatore nel tuo approccio con la musica. Ascoltavo dei gruppi con l’intento  di decifrarne codici numerici che mi consentissero di valutare se era il caso di investire su un concerto/tour o meno. Avevo perso il contatto con la parte prettamente artistica ed é stato come perdere l’udito per tanto tempo. Ci sono state comunque alcune parentesi importanti anche in questo periodo, come i Nada Surf (“Let Go” è uno dei 5 dischi che porterei con me  nell’aldilà) e i  Decemberists. Da quando ho cambiato lavoro si é riaperto tutto, il mio interesse per la musica è cresciuto enormemente, ancora più degli inizi. E’ come respirare nuovamente aria pulita: sono maggiormente attratto dai nuovi fenomeni, come Turnstile, Fontaines D.C. e Idles. Ho scoperto solo recentemente i Death Cab For Cutie (eh lo so, mea culpa), e Jawbreaker e Bad Religion mi danno le forze necessarie per alzarmi ed affrontare le lunghe giornate. Questo per quanto riguarda la musica ascoltata.  L’ispirazione sui pezzi che scrivo viene un pò da se: parlo di cose che conosco, che vivo; scelgo le parole con cura nel mare di appunti che scrivo quotidianamente. Sono principalmente le parole che richiamano la musica, anzichè viceversa.

SGW: E le cose che invece del mondo della musica e della discografia non sopporti proprio più?
Livio:
Più che non sopportarle, non le riconosco. Credo sia un fenomeno assolutamente normale, che capiti a chiunque vada avanti con gli anni. Il mondo della discografia  e dello showbusiness in generale  sono fortemente cambiati, i ruoli si sono invertiti (basti pensare che una volta si andava in tour per promuovere un disco, ora è assolutamente ininfluente) ed é tutto molto caotico. In particolare vedo un’isteria massiva sul live, con giga eventi annunciati con tempistiche in anticipo anche di anni  e prezzi folli. Ecco, forse ciò che mi manca maggiormente (ma non credo di essere l’unico) è quel circuito underground da cui si partiva per far sentire la propria voce, quei luoghi in cui ti sentivi parte di una famiglia  anche lontano da casa, quelle tappe che dovevi farti come “gavetta”. L’industria ha schiacciato tutto e pur non capendo le nuove dinamiche trovo che qullo che abbiamo vissuto noi anni fa era più sano.

SGW: “Extra Ordinary” è l’inizio di un cammino che ti e ci porterà ad altro?
Livio:
Sicuramente. Almeno finchè avrò qualcosa da raccontare.

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