19 Luglio 2024

EX POLVERE, cantautore, nasce nel 1997 e vive tra l’Emilia-Romagna, la Sicilia e Parigi. A 19 anni si trasferisce a Bologna dove vive per 6 anni e si iscrive alla facoltà di Filosofia.
È un periodo di grande fermento artistico e di incontri che lo portano a scrivere e a sperimentare nuove sonorità. Intanto si laurea con una tesi sul rapporto tra la filosofia di Gilles
Deleuze, Merleau-Ponty e la poetica di Fernando Pessoa ed è proprio questo suo interesse filosoficoletterario a distinguere il suo stile e a caratterizzare la sua cifra stilistica. A 2 anni dal primo singolo “Soares” pubblicato da indipendente nel 2021 comincia a collaborare con l’entourage del Natural HeadQuarter di Ferrara. Il 10 Marzo dell 2023 esce per (R)esisto il
singolo “Una guerra da perdere” prodotto da Michele Guberti e registrato presso il NHQStudio. Poco dopo la pubblicazione del singolo “Frontiere” nel Maggio dello stesso anno, lavora alla produzione del suo primo EP intitolato “Essere al mondo” e in uscita nel 2024. Ad anticipare l’album è il singolo “Fantasmi” dove esprime il disagio, la disperazione, l’instabilità e il sacro diritto a stare male.

SGW: Ciao , presentati ai nostri lettori !
EX POLVERE
: Ciao, sono semplicemente EX POLVERE sono nato in Sicilia nel 1997, ho studiato Filosofia e scrivo canzoni.

SGW: Qual’è stato il tuo percorso di crescita musicale fino ad oggi ?
EX POLVERE:
Sono cresciuto tra le parole dei grandi cantautori e l’indie rock alternativo. Mi piaceva l’idea di unire la poesia al noise di chitarre distorte e sintetizzatori. A 18 anni la mia fascinazione per il Punk e tutta la new wave. Sono cose che in un qualche modo sono entrate anche nelle cose che scrivo.

SGW: “Essere al mondo” è il tuo nuovo Ep , parlaci un pò di questo nuovo lavoro!
EX POLVERE:
Essere al mondo è un concetto filosofico di Merleau-Ponty. Indica l’annullamento del concetto di soggetto, non esiste più una reale separazione tra l’individuo e il mondo esterno, perché gli altri sono noi e noi siamo gli altri. Implica la mia visione del mondo a favore della gentilezza e dell’esercizio di umanità all’interno della società della prestazione. È un disco di rabbia e di dolcezza, di abbandono e speranza, di futuro anche se incerto.

SGW: Quali sono le tematiche dei testi?
EX POLVERE:
Sono canzoni d’amore dove l’amore è solamente un mezzo per dire altre cose. C’è la felicità di essere infelice, il diritto inalienabile a stare male e la fragilità come una risorsa. Bisogna sempre uscire da se stessi per riuscire veramente ad avere a che fare con sé stessi. C’è l’aver imparato a farci la pace e non la guerra.

SGW: Sei soddisfatto? Oppure avresti voluto cambiare qualcosa ?
EX POLVERE:
Ci sono cose che sento più intime di altre, ma si tratta solamente di prospettive e di educazione dello sguardo. Le canzoni come le parole sono cose vive che crescono, cambiano, mutano insieme a chi quelle parole le ha scritte, insieme alle sensazioni che si sono provate. Alla fine tutto suona come doveva suonare senza troppe ruffianerie. Si può vomitare un dolore e partorire la felicita, lo si può fare nello stesso identico momento.

SGW: L’ultima parola a te !
EX POLVERE:
Beh, c’è ancora tanto da scrivere e da urlare. Stiamo lavorando bene perché stiamo lavorando esattamente come ci va di farlo. Alla fine ciò che vediamo intorno a noi è ciò che noi siamo. Sono canzoni per anime che sentono tutto in tutte le maniere. È ciò che sono o non sono. I miei “sospiri estremi”. Se riesco a creare una connessione emotiva con chi sente tutto questo sono contento.

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