4 Marzo 2024

Non è una semplice band, non è un progetto: dellarabbia è un collettivo musicale, fondato nel 2018 dal cantautore Marco De Vincentiis con l’autore e compositore Americo Roma e il polistrumentista e orchestrale Adamo Fratarcangeli. Dopo l’ingresso nel collettivo di altri validi musicisti e due anni intensi di lavoro, dellarabbia ha pubblicato per Columbia/Numero Tre l’album L’era della rabbia (compiendo, per Fabrizio Del Prete, «quell’impresa che aspettavamo da anni: fondere nelle sonorità Indie la denuncia sociale del cantautorato che ha fatto scuola in Italia e, che, negli anni, ci ha aiutato a scegliere sempre e comunque da che parte stare, quella degli ultimi») e quattro singoli: L’enigmista, La panchina (come Forrest Gump), Il Molise non esiste (per la Repubblica una canzone che «con ironia – e un mix di indie, folk-pop e reggae, vuole dare una risposta divertente al grande male che affligge i nostri tempi: la disinformazione»), I nostri tempi (con il featuring di Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione). Dopo l’ingresso di Marco Schietroma nel collettivo, dellarabbia ha intrapreso un nuovo percorso musicale, non abbandonando la sua vocazione cantautoriale ma spostando la sua attenzione dal mondo che lo circonda a quello interiore, mettendo da parte il pop e lasciandosi influenzare e contaminare dal migliore rock alternativo italiano e internazionale, trovando soluzioni musicali inaspettate e proponendo un suono, storie e riflessioni che rivelano le fratture, i segni e i dolori lasciati dal complicato biennio 2020-2022. In questo nuovo percorso rock si inserisce a buon diritto lunganotte, concept album pubblicato venerdì 26 maggio 2023 da Columbia/Numero Tre Music/Ammonia Records/Punx Crew e distribuito da Sony, anticipato dal potente singolo L’ultimo saluto, scritto e registrato con Divi, il cantante dei Ministri. Nelle esibizioni dal vivo il collettivo si avvarrà di suoi tre nuovi talentuosi membri, formati e diplomati nel conservatorio di Frosinone: Lorenzo Di Massimo alla batteria, 24 anni; Francesco Campagiorni al basso, 23 anni; Matteo Santopadre, alla chitarra, 25 anni.

SGW: Ciao ragazzi, presentatevi ai nostri lettori
dellarabbia:
Salve a tutti i lettori di Sound Good Webzine! Noi siamo il collettivo dellarabbia, un gruppo di musicisti e produttori nato nel 2018.
Il nostro primo album è uscito nel 2021 e da qualche settimana potete ascoltare il nostro secondo lavoro intitolato Lunganotte .
Come collettivo musicale, mettiamo la ricerca sonora ed il nostro racconto della realtà, al centro delle cose che scriviamo.
Abbiamo vissuto e continuiamo a vivere tutti un momento molto complesso, fatto di isolamento e riflessioni profonde, dellarabbia è stato ed è il nostro anticorpo per affrontare questo periodo.

SGW: Quale è stato il vostro percorso artistico come singoli prima che come dellarabbia?
dellarabbia:
Veniamo tutti da un lungo percorso artistico, fatto di band e produzioni. Americo e Marco hanno formato un sodalizio di scrittura stabile già da molti anni, iniziato con lo scioglimento dei Me for Rent (band garage punk di cui Marco è stato il cantante ed Americo il produttore).
Skammy (chitarra) è un produttore e polistrumentista, che della stessa band è stato il batterista, e che negli anni poi si è contraddistinto come produttore mainstream pluridecorato (Rosa Chemical, Random, Lamborghini), Adamo invece è un maestro orchestrale (violinista), anche lui polistrumentista, che si è esibito negli anni nei principali teatri d’opera italiani. A noi si sono aggiunti dopo la pubblicazione del secondo disco (lunganotte), Matteo, Francesco e Lorenzo a completare la formazione live.

SGW: lunganotte è il vostro nuovo disco. Di cosa si tratta?
dellarabbia:
È un concept album di 11 tracce rock, in cui abbiamo prima di tutto ad affrontare le parti più buie di noi stessi.
Abbiamo provato a dare vita ad un viaggio notturno interiore, pieno di cose indefinite che si muovono nella penombra, di fuochi fatui e di un giorno nuovo che non vuole arrivare. Nel primo disco abbiamo provato a raccontare con ironia le brutture e le distorsioni sociali che ci stavano per avvolgere tutti, ben prima del periodo del covid. Con questo secondo lavoro vorremmo raccontare gli effetti e i danni , permanenti e provvisori, che quel periodo assurdo ha prodotto in ognuno di noi.

SGW: C’è un modo secondo voi per uscire da questo buio o trasformarlo in luce?
dellarabbia:
Certo, almeno noi pensiamo di sì. La musica in questo senso è uno strumento fondamentale dal nostro punto di vista.
Non riusciamo a capire quegli artisti che riescono a proseguire con leggerezza nonostante tutto quello che è successo e sta ancora succedendo. Fuori dalle nostre finestre non c’è nessuna “fiesta”, il mare è completamente devastato dalle plastiche e grazie ai cambiamenti climatici, fatichiamo persino a vedere il sole. Quello che invece vediamo se vogliamo raccontare è quella rabbia montante, che sentiamo salire in tutti i contesti sociali che stiamo vivendo. E se non dovessimo riuscire a “riveder la luce” (o le stelle) e allora accenderemo un grande fuoco, alto come un palazzo, per ballare tutta la notte su queste macerie.

SGW: In che modo lavorate ai testi? Da cosa partite per sviluppare tutto il discorso?
dellarabbia:
Dietro dellarabbia c’è sempre un concept di fondo, persino nel nome del collettivo.
I testi sono affidati alla penna di Americo Roma, ma sono spesso il prodotto di un ragionamento comune. Anzi capita spessissimo che si parta proprio dal testo non musicato per scrivere un brano.
Abbiamo un’idea precisa di cosa vogliamo raccontare e siamo sempre attenti a cosa ci sta accadendo intorno. Come si possa fare musica nel 2023 e non sentirsi in dovere di raccontare le migliaia di morti in mare per migrazione o la violenza che entrata nelle nostre case, in un’Italia sempre più svuotata di giovani e persa dietro idiozie populiste e violente, già bocciate dalla storia.

SGW: Tanti amici e special guest in lunganotte. Come e perchè sono nate queste collaborazioni?
dellarabbia:
Il nostro collettivo nasce in questa forma anche e soprattutto per poter collaborare in modo diretto e lasciarsi contaminare da altre sensibilità. Il covid ci ha impedito materialmente di costruire collaborazioni come quelle che siamo riusciti a fare su questo secondo lavoro. Il lungo percorso di ognuno di noi nella scena alternative Nazionale di sicuro ci ha aiutato, abbiamo tanti amici, ma questo non vuol dire automaticamente che abbiano voglia di condividere un momento musicale con noi.
Dobbiamo anche ringraziare Ammonia Records, Columbia e High Grade che credono molto nel nostro progetto, e che ci hanno lasciato ancora una volta la libertà creativa di costruire un album fuori dagli schemi e dai trend di mercato.
Quello che ci hanno dato in Lunganotte, Divi dei Ministri, i Meganoidi, i Vanilla Sky, Olly Riva degli Shandon e Andrea Rock, non è un insieme di featuring promozionali ma un vero e proprio apporto qualitativo e artistico alla nostra musica e al nostro songwriting. La condivisione della creatività è uno dei pilastri del nostro modo di fare musica.

SGW: Dove saranno i dellarabbia prossimamente?
dellarabbia:
In estate avremo diversi appuntamenti live per incontrarci.
Il 28 giugno c’è il nostro Release Party a Largo Venue in cui ospiteremo alcuni degli artisti presenti nell’album. Da Luglio inizieremo il tour di Lunganotte e non vogliamo fermarci più fino alla prossima estate, anche se il lavoro di studio e di scrittura per noi non si ferma mai, e in cantiere, dopo “L’Era della Rabbia” e “Lunganotte”, abbiamo già un terzo capitolo da raccontare.
Chi volesse seguirci può trovare tutte le informazioni necessarie sul nostro Instagram o Facebook o sul sito ufficiale dellarabbia.com. Vorremmo chiudere questa intervista ringraziando voi che date il vostro impegno per tenere in vita uno dei tanti media indipendenti che aiutano la scena underground nazionale a sopravvivere ed i vostri lettori.
Siete quella scintilla che accenderà un grande falò per illuminare questa Lunganotte italiana.

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