5 Marzo 2024

Veneziano della terraferma, Massimo Valli si appassiona alle chitarre fin dalla prima infanzia.
Da sempre influenzato dalle sonorità del folk americano e dai songwriters nati dalle ceneri di Woody Guthrie, utilizza la musica americana filtrandola con la lingua italiana come mezzo di comunicazione per le sue canzoni e le sue storie, così come riportato dalla stampa che parla così della sua musica:

“C’è una strada che sa d’America nei suoni di Massimo Valli e della sua band. Ma sopra ci camminano personaggi e storie d’Italia. Tra ieri oggi e domani.”

SGW: Ciao Massimo, presentati ai nostri lettori !
Massimo:
Sono un veneziano della terraferma, suono la chitarra e cerco di mettere assieme parole e note e provo a trasformare in musica le emozioni, le sensazioni, le paure, la rabbia, l’incertezza. Come dice qualcuno:
“C’è una strada che sa d’America nei suoni di Massimo Valli e della sua band. Ma sopra ci camminano personaggi e storie d’Italia.Tra ieri oggi e domani.

SGW: Qual è stato il tuo percorso di crescita musicale fino ad oggi ?
Massimo:
Beh da adolescente ho cominciato ad ascoltare musica country..ed ora ascolto musica country: sviluppo quasi zero a parte un po’ di musica medievale e irlandese. Apparentemente piuttosto monotono come sviluppo…ma io percepisco delle differenze che magari altri non sentono. Ad esempio ascolto suoni più elettrici rispetto ad una volta

SGW: “Senza avere un orizzonte” è il tuo nuovo album , parlaci un po’ di questo progetto
Massimo:
Beh è un disco nato in isolamento coatto. Man mano che le canzoni uscivano come per miracolo, mi rendevo conto che in effetti l’isolamento non era il peggiore dei mali, anzi era quasi consolatorio. Il peggiore dei mali sicuramente sono i profeti e le loro incontrovertibili verità, e penso a giornalisti di testate più o meno importanti, a politici in cerca di voti, a disperati in cerca di notorietà sui social…

SGW: Quali sono le tematiche dei testi?
Massimo:
Fondamentalmente si tratta di canzoni legate all’isolamento o alle conseguenze provocate da questo. Forse Avanzi è quella che un po’ si distacca. In tutte è presente questo senso di protezione che dava l’isolamento e contemporaneamente il desiderio che, una volta tutti liberi, non tornasse tutto come prima dell’isolamento.

SGW: Sei soddisfatto? Oppure avresti voluto cambiare qualcosa ?
Massimo:
Il disco mi è piaciuto subito al primo arrangiamento. Sono contento, credo che quello che alla fine si sente sia quello che volevo si sentisse

SGW: L’ultima parola a te !
Massimo:
Che dire, un disco di canzoni italiane che forse meriterebbe un attento ascolto e un’attenta diffusione. Diffusione per contrastare l’insana abitudine delle cover/tribute band, ascolto perché sono canzoni nuove di un musicista italiano per italiani

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