4 Marzo 2024

Dopo tre anni di lavoro ecco che i BRX!T ci fanno ascoltare “Vivere di Nascosto”, il loro album d’esordio, un disco che segna il punto di rottura con il passato e l’inizio di un nuovo approccio discografico. Noi ce lo siamo fatto raccontare più nel dettaglio nell’intervista che segue.

SGW: Ciao ragazzi, bentrovati! Felici di ascoltare il vostro primo album. Vi chiediamo di descriverci le emozioni che seguono l’uscita di “Vivere di nascosto”!
BRX!T:
Ciao! L’uscita dell’album è stato un turbine di emozioni unico: dopo quasi tre anni di lavoro non ci sembrava vero poter condividere con chiunque la nostra musica e la nostra nuova identità. Abbiamo aspettato la mezzanotte con i nostri amici per l’uscita e poi abbiamo festeggiato tutti insieme al nostro release party lo scorso 17 marzo. Dopo tre anni, vedere 200 persone cantare e pogare sulle nostre canzoni è stato così bello da far venire il capogiro solo ripensandoci!

SGW: Sappiamo che i BRX!T avevano una patinatura più brit rock, o meglio, i Fratellislip, come si chiamava il vostro primo gruppo: non possiamo non solo notare il cambio di rotta ma anche la sperimentazione variegata in tutto il disco. C’è un evento o un momento quasi “epifanico” che vi ha fatto prendere un’altra direzione?
BRX!T:
L’evento epifanico probabilmente è stato la pandemia: avevamo un EP in uscita, ma senza la possibilità di supportarlo live abbiamo deciso di congelare la situazione. Durante quei mesi però abbiamo iniziato a volerci mettere in gioco più seriamente, abbattendo quasi del tutto il nostro vecchio repertorio inglese per sostituirlo con uno in italiano, facendolo stavolta però coesistere con la nostra nuova anima punk e garage dal suono sporco. Sicuramente l’aiuto di Bianco alla produzione artistica ci ha aiutato a trovare la nostra strada più facilmente.

SGW: Da “Salta l’Intro”, il vostro primo singolo, a “Vivere di nascosto”, il vostro album d’esordio: come sono nati i brani di questo disco? O meglio, qual è il fil rouge di questi brani?
BRX!T:
Il fil rouge è da ricercare sicuramente nei testi e nei suoni.
Nei testi spesso il tema è la persona e la sua vulnerabilità: dalle insicurezze alla rabbia al puro senso di malinconia per un amore finito ma non superato o di un cambiamento che ci impatta più di quanto ci aspettassimo. Tutti i testi si sposano con la parte strumentale nell’intenzione: laddove la rabbia la fa da padrona allora le chitarre si distorcono, mentre basso e batteria iniziano a serrarsi e a pestare forte; quando è invece la malinconia a prevalere allora anche lo strumentale si acquieta per lasciar spazio all’emozione più pura.

SGW: Ci ha colpito molto il titolo dell’album, “Vivere di nascosto”, per cui noi abbiamo immaginato una vita defilata, magari fuori dai riflettori… è proprio così?
BRX!T:
È esattamente come abbiamo vissuto i tre anni che ci hanno tenuti impegnati per la scrittura di questo lavoro. Prima della pandemia, quando eravamo i Fratellislip, avevamo una media di concerti abbastanza sostenuta per tutto l’anno ed era molto facile venirci a vedere sotto i riflettori di un palco. Poi però il covid, tra le tante cose che ha cambiato, ci ha portato a rinchiuderci dapprima nelle nostre camere e poi nella nostra sala prove, lontano da tutte le attenzioni a cui eravamo abituati salendo sui palchi. È stato bello ridimensionarsi e mettersi in gioco effettuando un rebranding totale quanto più silenziosamente possibile, comunicando ogni novità poco a poco nel tempo, finendo appunto per vivere di nascosto.

SGW: Se fosse possibile tornare indietro e cambiare qualcosa nel vostro percorso artistico, quale sarebbe?
BRX!T:
Difficile a dirsi, probabilmente ognuno di noi darebbe una risposta diversa, però è anche vero che le canzoni di “Vivere di nascosto” sono figlie di ogni esperienza che abbiamo vissuto negli ultimi anni, sia stata essa positiva o negativa. Quindi, probabilmente, cambiando qualcosa del nostro percorso, l’album sarebbe diverso, non sappiamo se sarebbe migliore o peggiore di come sia uscito oggi ma sarebbe appunto diverso. Possiamo dirci molto soddisfatti del risultato finale di “Vivere di nascosto” e di come sia stato recepito sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori e ci va molto più che bene questo come punto di partenza della carriera dei BRX!T.

SGW: Per salutarci lasciamo questo ultimo spazio a voi in cui scrivere magari una dedica ai nostri lettori!
BRX!T:
“Vivere di nascosto” è il risultato del nostro lavoro ma non sarebbe stato assolutamente la stessa cosa senza le persone che ci son state vicine per tutto questo tempo: grazie alle nostre famiglie, ai nostri amici e a chiunque abbia creduto in noi durante questi anni. “Vivere di nascosto” siamo noi ed è chiunque decida di dedicargli anche solo un minuto di ascolto.
Noi siamo i BRX!T e ci vediamo presto in giro, potete seguirci sulle nostre pagine social per rimanere aggiornati sui concerti.
Grazie mille per l’intervista!

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